Mercato energetico

Bollette, a fine estate la spesa può aumentare

I consumi estivi e i rincari della materia prima pesano sui bilanci familiari

Bollette, a fine estate la spesa può aumentare

Il rientro alla routine dopo la pausa estiva può coincidere per milioni di utenti con una delle fatture energetiche più onerose dell’anno. Il documento recapitato a settembre comprende infatti, in molti casi, i consumi effettuati tra luglio e agosto, quando climatizzatori e apparecchi per la refrigerazione lavorano più a lungo e richiedono maggiore elettricità.

L’aumento dell’importo dipende dalla combinazione tra maggiori prelievi e prezzi unitari più elevati. I valori fissati dall’Arera per il regime di maggior tutela, che interessa circa 3 milioni di utenti vulnerabili, rappresentano un riferimento per l’andamento del mercato e incidono anche sulle offerte del libero mercato.

Prezzi in crescita

Nel primo semestre il costo della materia energia è passato dai 27,97 centesimi per kilowattora di gennaio ai 31,63 centesimi di luglio, con un incremento complessivo del 13 per cento. La crescita si è sviluppata attraverso due aumenti successivi, dell’8,1 per cento nel secondo trimestre e del 4,6 per cento nel terzo.

Gli utenti con un contratto a prezzo variabile hanno registrato più rapidamente gli effetti dei rincari. Chi dispone invece di una tariffa bloccata potrebbe affrontarli alla scadenza dell’accordo, quando il fornitore comunica l’eventuale aggiornamento delle condizioni economiche.

Secondo un’analisi della piattaforma digitale Billding, il periodo del rientro è utile per verificare con attenzione le condizioni della fornitura, anche in vista dell’aggiornamento tariffario previsto a fine settembre per l’ultimo trimestre dell’anno. Con la riaccensione degli impianti di riscaldamento, infatti, è atteso un aumento dei consumi di gas.

Le verifiche sulla fattura

Il primo controllo riguarda il periodo effettivamente fatturato, che non sempre coincide con la data di emissione del documento. Se la bolletta comprende i mesi di punta estiva, il confronto più attendibile è quello con luglio e agosto dell’anno precedente. A consumi simili e a un totale più alto, la differenza può dipendere soprattutto dal prezzo applicato.

È inoltre necessario esaminare la voce relativa alla materia energia, sulla quale si concentra la concorrenza tra gli operatori. Imposte, oneri generali di sistema e costi di trasporto sono invece componenti regolamentate. Un contratto sottoscritto diversi anni fa può prevedere condizioni non più allineate alle offerte disponibili.

Un’ulteriore verifica riguarda le comunicazioni sui rinnovi unilaterali. Nel libero mercato, i fornitori possono modificare i corrispettivi secondo le modalità previste dal contratto; in assenza di una risposta dell’utente entro i termini indicati, le nuove condizioni possono diventare operative. Le comunicazioni possono essere inviate via email o allegate alle bollette.

Va considerata anche la potenza impegnata del contatore. Alcune utenze sostengono una quota fissa parametrata su 4,5 kilowatt, pur avendo consumi ordinari inferiori. Verificare se siano sufficienti 3 kilowatt può consentire di ridurre una componente stabile della spesa, purché la scelta sia compatibile con le esigenze dell’abitazione.

Infine, è opportuno controllare per tempo il contratto del gas metano. Anche con i termosifoni spenti continuano a maturare le quote fisse per distribuzione e oneri. Muoversi durante settembre consente di valutare le proposte del libero mercato prima della stagione fredda e di programmare con maggiore attenzione il bilancio familiare.