Dibattito politico

Scontro sui piani per la non autosufficienza in Piemonte

Fabio Isnardi contesta gli annunci del governatore Alberto Cirio: risorse, domiciliarità e strutture residenziali al centro dello scontro.

Scontro sui piani per la non autosufficienza in Piemonte

Il consigliere regionale del Partito Democratico Fabio Isnardi critica le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Alberto Cirio sui nuovi piani piemontesi per la gestione della non autosufficienza. Al centro del confronto c’è il rapporto tra assistenza domiciliare e posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali, in un sistema che coinvolge direttamente le persone anziane, i loro familiari e i servizi territoriali.

Le critiche alla rete territoriale

Secondo Isnardi, l’ipotesi di assistere a domicilio cinque persone per ogni posto letto in RSA rischia di rimanere un annuncio privo di adeguate condizioni operative. Il consigliere regionale sostiene che, senza una rete territoriale funzionante, il rafforzamento delle cure a casa potrebbe tradursi in un ulteriore carico per le famiglie piemontesi, chiamate a gestire situazioni di grave non autosufficienza con risorse spesso limitate.

Nel mirino finiscono in particolare le Case della Comunità, che l’esponente dem descrive come strutture ancora prive di personale sufficiente e, in alcuni casi, come semplici ristrutturazioni di presidi già esistenti. La carenza di infermieri e operatori, secondo la sua ricostruzione, renderebbe difficile trasformare gli obiettivi annunciati in servizi effettivamente accessibili. Isnardi teme inoltre che il potenziamento dell’assistenza domiciliare venga utilizzato per ridurre gli investimenti nell’offerta residenziale.

Risorse, inflazione e Patto per il Welfare

La contestazione riguarda anche la consistenza degli stanziamenti. Isnardi considera fuorviante il confronto tra le risorse attuali e quelle del 2019, perché non terrebbe conto dell’inflazione, dell’aumento dei costi sostenuti dalle strutture e della crescita della popolazione anziana. Il consigliere accusa inoltre la Regione di sommare fondi ordinari, misure temporanee e stanziamenti una tantum, producendo una rappresentazione dei finanziamenti che, a suo giudizio, sarebbe superiore alla disponibilità realmente destinata all’assistenza.

Tra gli elementi richiamati nella nota figura anche il Patto per il Welfare, presentato più di due anni fa e ritenuto da Isnardi ancora privo di ricadute concrete per una parte significativa delle persone interessate. Restano dubbi, nella sua analisi, anche sulla destinazione delle risorse citate dal presidente Cirio, provenienti da capitoli differenti e non sempre vincolate agli interventi di assistenza sanitaria.

Il consigliere regionale collega infine le sue osservazioni all’andamento degli ultimi anni, sostenendo che dal periodo della pandemia a oggi sia diminuito il numero degli ospiti nelle strutture sostenute dalla Regione Piemonte. Isnardi non chiude al confronto su nuove forme di assistenza, ma chiede che la programmazione parta dai problemi già presenti: personale insufficiente, costi crescenti e difficoltà quotidiane affrontate dalle famiglie. La richiesta è di intervenire sulle criticità attuali prima di affidare il sistema a obiettivi che potrebbero concretizzarsi soltanto nel lungo periodo.