Tradizioni rurali

Ad Asti la sfilata contadina racconta un secolo di memoria

Circa tremila figuranti attraverseranno il centro storico tra scene, bande e mestieri del passato.

Ad Asti la sfilata contadina racconta un secolo di memoria

La domenica del Festival delle Sagre Astigiane si apre ad Asti con la tradizionale sfilata contadina, momento centrale della manifestazione dedicato alla memoria e alla cultura rurale. Dopo la giornata inaugurale riservata alle specialità gastronomiche delle Pro Loco, il festival propone un grande corteo ispirato alla vita delle campagne tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento.

La partenza è prevista alle 9.30 da corso Matteotti. Il percorso attraverserà il centro storico passando da piazza Marconi, via Cavour, piazza San Secondo, piazza Alfieri e viale alla Vittoria, per concludersi in piazza Campo del Palio. Saranno circa tremila i figuranti coinvolti nella rievocazione, accompagnati dai Frustatori di Rocchetta Tanaro, dal gruppo I Controcorrente e dalle bande musicali di Villafranca e Costigliole d’Asti.

L’accesso al tragitto è libero. La tribuna allestita in piazza Alfieri sarà invece disponibile a pagamento fino alle 10. Tra i partecipanti ci sarà anche Luigi Lazzarino, 92 anni, alla guida per la diciassettesima volta consecutiva del trattore che traina uno dei carri di Casabianca. Con lui, come da circa dieci anni, ci sarà la cagnolina Peppa.

Un anno nelle campagne astigiane

La sfilata è articolata in quattro quadri dedicati alle stagioni dell’anno. L’estate racconta il lavoro nei campi, dalla coltivazione della pesca limonina alla raccolta del grano, dalla produzione del pane alla lavorazione dei metalli. Le rappresentazioni proposte da Variglie, Calliano, Castelnuovo Calcea, Castell’Alfero, San Damiano, Mongardino e Villanova mostrano anche feste patronali, mercati e attività artigianali.

L’autunno mette in scena i cambiamenti sociali ed economici delle comunità. Villafranca rievoca la festa di leva, Azzano d’Asti l’emigrazione verso l’America, mentre Castellero, Cunico e Mombercelli ricordano rispettivamente la coltivazione della nocciola, la vendemmia e la produzione del torrone. Nizza Monferrato dedica il proprio quadro a Francesco Cirio; Cortazzone e Valenzani riportano invece il corteo funebre e il trasferimento dei mezzadri privi di rinnovo del contratto agrario.

Dal voto femminile alla Resistenza

Le scene invernali sono ambientate attorno ai focolari e alle veglie. Callianetto illustra la lavorazione della canapa, Cantarana il carnevale dello stagnino, mentre Montechiaro ricorda la svolta democratica del 17 marzo 1946, quando le donne votarono per la prima volta. Revignano e Serravalle completano il quadro con la vita nelle stalle, i mestieri di cortile e la musica della banda delle zucche secche.

La primavera rappresenta la ripartenza della comunità. Casabianca rende omaggio alla Resistenza e alla liberazione di Asti; Antignano ricostruisce il viaggio verso la Fiera Carolingia, Montiglio Monferrato l’arrivo dell’acquedotto e Quarto d’Asti le celebrazioni del lunedì di Pentecoste. San Marzanotto riattiva i macchinari della fabbrica di palloni Maga, mentre gli altri gruppi propongono scene dedicate al tamburello, alle pulizie domestiche e alla fienagione.

Terminato il passaggio dei carri, la manifestazione tornerà alla sua dimensione gastronomica. Il villaggio di piazza Campo del Palio riaprirà gli stand alle 11.30 e resterà attivo fino alle 22, o fino a esaurimento delle scorte. La giornata prevede anche il mercatino ai giardini del Parco della Resistenza, servizi navetta, un punto bimbi e iniziative per favorire l’accessibilità.