Memoria storica

Ad Asti il diario del superstite di Cefalonia

Il libro ricostruisce la vicenda di Remigio Albenga, dalla cattura nazista alla partecipazione alla Resistenza greca e jugoslava.

Ad Asti il diario del superstite di Cefalonia

Venerdì 2 ottobre alle 17, l’Archivio di Stato di Asti, in via Govone 9, ospiterà la presentazione di Uno dei tanti. Diario di un superstite di Cefalonia, volume pubblicato da Impressioni Grafiche nel 2026. Il libro raccoglie le memorie di Remigio Albenga, soldato originario di San Marzano Oliveto e sopravvissuto all’eccidio di Cefalonia del settembre 1943.

L’incontro è organizzato dall’Archivio di Stato e dall’Israt in occasione dell’83° anniversario dell’eccidio di Cefalonia e della Giornata nazionale degli Internati Militari Italiani nei campi di concentramento tedeschi, celebrata il 20 settembre. Alla presentazione interverranno Massimo Branda, curatore del volume, e Luca Stroppiana, vicepresidente di Memoria Viva Canelli, che dialogheranno con Nicoletta Fasano, direttrice dell’Israt di Asti.

La fuga dopo l’eccidio

Il diario segue la vicenda personale di Albenga, giovane militare della Divisione Acqui durante la Seconda guerra mondiale. Dopo l’eccidio di Cefalonia, il soldato intraprese una lunga fuga attraverso i Balcani. Catturato dai nazisti e destinato alla deportazione, riuscì a evadere e a unirsi prima alla Resistenza greca e poi a quella jugoslava.

La testimonianza racconta la prigionia, le sofferenze e le difficoltà affrontate durante gli anni della guerra, ma anche la determinazione necessaria per cercare una via di salvezza. Attraverso lo sguardo di un protagonista diretto, la pubblicazione ricostruisce la dimensione umana dell’eccidio, della deportazione e della successiva esperienza nella Resistenza.

Una memoria individuale e collettiva

Vittorio Rapetti, che ha curato il volume insieme a Massimo Branda, sottolinea come il diario riporti a una delle pagine più drammatiche della storia italiana. Branda definisce le memorie di Albenga un documento storico di valore, collegato ai temi che hanno accompagnato la fondazione e l’attività di Memoria Viva Canelli nei suoi due decenni di impegno.

Nell’introduzione, il professor Renato Grimaldi considera il testo molto più di una memoria individuale e ne evidenzia il valore di documento sociale. La vicenda del soldato consente infatti di osservare dall’interno una delle pagine più tragiche della storia nazionale, restituendo anche la dimensione dei rapporti umani in guerra e durante la deportazione.

Il libro è corredato da note, mappe e immagini e affronta il racconto con un’impostazione accessibile, mantenendo una rilevanza storica, umana, morale e sociologica. La pubblicazione ha ricevuto il patrocinio e il sostegno della Provincia di Asti, dei Comuni di Canelli, Acqui Terme, San Marzano Oliveto e Calamandrana, dell’ANPI Canelli, dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui e di altre realtà culturali e associative del territorio.

L’appuntamento astigiano sarà quindi dedicato alla riscoperta di una testimonianza privata divenuta parte della memoria collettiva. Al centro del confronto ci saranno guerra, deportazione, Resistenza e il significato della conservazione delle esperienze individuali legate alla storia del Novecento.