Avvicinare la preparazione scolastica alle esigenze delle strutture assistenziali. È questo l’obiettivo dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale del Piemonte, che impegna la Regione ad avviare un confronto con il sistema scolastico per individuare un percorso più diretto verso la qualifica di Operatore socio sanitario.
Il raccordo tra scuola e assistenza
La proposta è rivolta agli studenti degli istituti professionali con indirizzo Servizi per la sanità e l’assistenza sociale. L’intento è riconoscere, nel percorso necessario per ottenere la qualifica Oss, le competenze e i crediti formativi maturati durante i cinque anni di scuola superiore, evitando sovrapposizioni e passaggi burocratici non necessari.
Alla base dell’iniziativa c’è anche la difficoltà delle Rsa e delle strutture socio-assistenziali nel reperire personale. La carenza di operatori si confronta con percorsi formativi spesso lunghi per i giovani che intendono entrare nel settore. La consigliera regionale Debora Biglia, promotrice dell’atto, ha sottolineato la necessità di avvicinare più rapidamente le competenze degli studenti alle esigenze del mondo assistenziale.
Secondo quanto precisato dalla consigliera, il progetto non prevede scorciatoie né automatismi. Il riconoscimento delle conoscenze già acquisite dovrà accompagnarsi al completamento della preparazione richiesta per esercitare la professione, mantenendo gli standard formativi previsti.
Il ruolo degli istituti
L’esigenza di rendere più fluido il passaggio dal diploma alla qualifica professionale è stata sostenuta anche dal mondo della scuola. In Consiglio regionale è stato ricordato il ruolo dell’Istituto Andriano, la cui dirigente e il corpo docente avrebbero sollecitato un intervento normativo per migliorare il raccordo tra istruzione e formazione professionale.
Il prossimo passaggio sarà la definizione di indicazioni operative attraverso il tavolo di confronto tra Regione e sistema scolastico. L’obiettivo indicato è costruire un programma che accompagni i giovani dalla scuola alla qualifica e quindi all’inserimento lavorativo, offrendo allo stesso tempo una risposta alla richiesta di personale delle strutture socio-assistenziali.