Diritti sindacali

Asti, stop all’uso di SPID e CIE personali al lavoro

La disposizione regionale riguardava l’accesso ai sistemi per le ricette dematerializzate tramite autenticazione a due fattori.

Asti, stop all’uso di SPID e CIE personali al lavoro

La procedura indicata dalla Regione Piemonte per l’utilizzo di SPID, CIE e dispositivi personali da parte del personale sanitario è stata sospesa anche all’Asl di Asti. A comunicarlo è Gabriele Montana, segretario di NurSind Asti, dopo la diffida trasmessa da NurSind Piemonte alla Direzione Sanità regionale e alle aziende sanitarie.

La contestazione riguardava le modalità di applicazione delle disposizioni sull’autenticazione a due fattori per accedere ai sistemi informatici collegati alle ricette dematerializzate. In particolare, il sindacato ha messo in discussione l’obbligo per i dipendenti di utilizzare credenziali personali e dispositivi privati per lo svolgimento di attività lavorative.

La sospensione della procedura

Secondo quanto riferito da Montana, le indicazioni regionali sono state inviate alle aziende nella tarda serata del 29 settembre. La comunicazione sarebbe arrivata intorno alle 23, mentre alle 6:55 del mattino successivo la Direzione generale dell’Asl di Asti ha trasmesso una mail disponendo lo stop della procedura.

Il provvedimento conferma che le attività continueranno a essere svolte secondo le modalità utilizzate fino a quel momento. Per NurSind, la sospensione rappresenta una risposta alla diffida e impedisce, almeno nell’immediato, che l’accesso ai programmi aziendali dipenda dall’impiego di strumenti e identità digitali personali dei lavoratori.

Il precedente sulla gestione dei rifiuti

La vicenda presenta, secondo il sindacato, analogie con una procedura già affrontata nei mesi scorsi dall’Asl di Asti e relativa al sistema RENTRI per la gestione dei rifiuti. In quella fase agli infermieri territoriali era stato inizialmente richiesto di utilizzare il proprio SPID o la Carta d’identità elettronica per effettuare lo scarico dei rifiuti.

La richiesta era stata contestata da NurSind e dalla rappresentanza sindacale unitaria dell’azienda. Il confronto aveva riguardato anche le diverse tipologie di SPID e la disponibilità di strumenti destinati all’uso professionale. Dopo un percorso durato quasi sei mesi, l’Asl ha modificato la procedura, esonerando gli infermieri dalla gestione dello scarico sul territorio e, di conseguenza, dall’utilizzo dello SPID personale.

La diffida del 29 settembre, indirizzata alla Direzione Sanità della Regione Piemonte e ai direttori generali delle aziende sanitarie regionali, chiedeva la sospensione delle disposizioni e di eventuali blocchi degli accessi. NurSind sollecitava inoltre l’adozione di soluzioni tecniche messe a disposizione dalle strutture sanitarie, senza trasferire sui dipendenti gli oneri organizzativi ed economici legati alla sicurezza informatica.

Il sindacato aveva anche ipotizzato il ricorso al Garante per la protezione dei dati personali in caso di mancato riscontro. La sospensione chiude per il momento la fase più immediata della vicenda, ma NurSind annuncia che continuerà a monitorare il tema della privacy dei dipendenti sanitari sia a livello regionale sia sul territorio astigiano.