Edoardo Raspelli è stato il protagonista dell’ultima conviviale estiva del Rotary Club Asti, ospitata martedì al ristorante Ca’ Vittoria di Tigliole. A intervistare il critico enogastronomico è stato il socio Luigi Florio, che gli ha rivolto una serie di domande sulla sua formazione e sulle principali tappe del percorso professionale.
La serata è stata introdotta da Priscilla Gatta, Miss Senza Trucco 2025 e finalista al concorso Miss La Più Bella del Mondo. Raspelli, nato nel 1949 in Lombardia e piemontese d’adozione, ha ricordato di aver iniziato a lavorare a vent’anni come cronista di nera al Corriere d’Informazione.
Dalla cronaca alla critica gastronomica
La svolta della sua carriera è arrivata alcuni anni più tardi, quando il direttore Cesare Lanza lo indirizzò verso la critica gastronomica. Secondo il racconto fatto durante l’incontro, quella scelta aprì a Raspelli una nuova prospettiva professionale, portandolo a occuparsi stabilmente di cucina e ristorazione.
Nel corso della conversazione il giornalista ha attribuito un ruolo importante alla formazione classica e alla figura dello zio chef, che negli anni giovanili lo avvicinò al mondo della grande cucina. Ha inoltre ricordato l’incontro con Lanza, definendolo decisivo, ma ha sottolineato come siano state soprattutto tenacia e determinazione personale a permettergli di trasformare le opportunità in risultati concreti.
Il percorso professionale è stato presentato anche come un messaggio rivolto alle giovani generazioni, indicate durante la serata come spesso alle prese con difficoltà legate all’autostima e alla volontà. L’invito emerso dal racconto è quello a coltivare le proprie capacità e a mantenere costanza nel perseguire gli obiettivi.
Il gusto e l’indipendenza della critica
Tra i temi affrontati c’è stato anche il criterio con cui valutare un piatto: il piacere del palato o l’attenzione alla salute. La risposta di Raspelli è stata orientata al gusto, spiegando che chi sceglie di mangiare al ristorante cerca innanzitutto un’esperienza piacevole.
Il critico ha risposto anche a una domanda sulla possibile corruzione nella critica gastronomica. Nel corso dell’intervento ha osservato che accettare il pranzo offerto da un ristoratore può rappresentare il primo passo verso una perdita di indipendenza. Con tono ironico ha poi richiamato una massima attribuita a Diderot sul rapporto tra cuochi, medici e salute.
Al termine dell’appuntamento, il presidente del Rotary Club Asti Franco Calcagno ha consegnato a Raspelli il gagliardetto del club e una magnum di vino astigiano, come ringraziamento per la partecipazione. Un estratto dell’intervista è stato pubblicato sul canale YouTube RotaryHubAsti.