Immigrazione

4.357 permessi di soggiorno rilasciati ad Asti dall’inizio dell’anno

La struttura ha mantenuto circa 500 consegne mensili e ridotto a 20 giorni l’attesa per l’appuntamento.

4.357 permessi di soggiorno rilasciati ad Asti dall’inizio dell’anno

Sono 4.357 i permessi di soggiorno rilasciati dalla Questura di Asti dal 1° gennaio a oggi. Il dato è stato diffuso dall’Ufficio Immigrazione, che ha tracciato le principali attività svolte nel corso dell’anno nella gestione delle pratiche relative ai cittadini stranieri presenti sul territorio.

Il lavoro dell’ufficio comprende le procedure per la regolarizzazione e il rilascio dei documenti, insieme alle verifiche sulla posizione individuale dei richiedenti. Secondo quanto comunicato dalla Polizia di Stato, la media è stata di circa 500 documenti consegnati al mese, mentre il tempo medio di prenotazione è stato ridotto a 20 giorni.

La gestione delle pratiche

L’attività riguarda le persone che vivono, lavorano o studiano nell’Astigiano e che devono ottenere o rinnovare il titolo necessario a soggiornare regolarmente in Italia. La Questura sottolinea che l’organizzazione delle procedure punta a rendere più rapida la risposta alle richieste e a sostenere i percorsi di regolarità e integrazione previsti dalla normativa.

Accanto alla parte amministrativa, l’Ufficio Immigrazione procede con i controlli sulle posizioni dei cittadini stranieri e con l’applicazione dei provvedimenti previsti nei casi di irregolarità. Tra gli episodi segnalati figura quello di un cittadino straniero presente in Italia dal 2013, che aveva presentato una richiesta di soggiorno.

Il provvedimento di espulsione

Al termine della valutazione, la sua posizione è stata ritenuta irregolare. L’istanza è stata respinta per motivi ostativi e nei suoi confronti è stato adottato un provvedimento di espulsione, successivamente convalidato dal giudice.

Il personale dell’Ufficio Immigrazione ha quindi organizzato l’accompagnamento coattivo alla frontiera. L’operazione si è conclusa presso l’aeroporto di Orio al Serio, in provincia di Bergamo, dove l’uomo è stato imbarcato per il rimpatrio nel Paese d’origine.

L’attività della Questura si sviluppa dunque su due piani: da un lato la gestione dei titoli e delle richieste presentate da chi soggiorna regolarmente, dall’altro i controlli e l’esecuzione delle misure nei confronti di chi non rispetta le norme sulla permanenza in Italia.