Banca di Asti ha raggiunto un accordo con tutte le Organizzazioni Sindacali per accompagnare il ricambio generazionale e l’evoluzione organizzativa del Gruppo. L’intesa è stata raggiunta al termine di un confronto definito costruttivo dalle parti e si inserisce nel percorso che porterà al nuovo Piano Strategico Triennale 2027-2029.
Uscite solo su base volontaria
Il piano prevede fino a 165 uscite volontarie complessive. Le persone interessate potranno accedere al Fondo di Solidarietà del settore del credito oppure alle opportunità di pensionamento previste. Non sono quindi contemplate uscite obbligatorie nell’ambito dell’accordo sottoscritto tra l’istituto e le rappresentanze sindacali.
Parallelamente, la banca si è impegnata ad avviare nuove assunzioni dal 2027. Gli ingressi proseguiranno lungo l’intero arco del triennio strategico, con l’obiettivo di favorire l’arrivo di giovani talenti e di nuove professionalità. Il ricambio dovrebbe consentire di affiancare le competenze maturate nel tempo all’interno dell’istituto alle esigenze derivanti dai cambiamenti organizzativi e tecnologici.
Investimenti e formazione
Secondo quanto indicato nell’intesa, il percorso punta a coniugare il rinnovamento della struttura con il rafforzamento della capacità di servizio rivolta a famiglie e imprese. Nel nuovo piano strategico, ha spiegato l’amministratore delegato del Gruppo, Roberto Fiorini, saranno centrali gli investimenti in tecnologia, innovazione, competenze e qualità del servizio.
Fiorini ha definito l’accordo un risultato importante per Banca di Asti e ha ringraziato le Organizzazioni Sindacali per il confronto che ha permesso di trovare un punto di equilibrio tra le esigenze dei lavoratori e quelle aziendali. La prospettiva indicata è quella di una banca più moderna e competitiva, capace di attrarre nuove generazioni di professionisti, offrire opportunità di crescita ai dipendenti e mantenere un legame stretto con i territori.
Un ruolo rilevante sarà riservato anche alla formazione e alla riqualificazione professionale. Questi strumenti sono considerati necessari per sostenere i cambiamenti organizzativi e tecnologici, accompagnare l’introduzione di nuove competenze e valorizzare il patrimonio professionale già presente nel Gruppo.