Assetto stradale

Inaugurata a Montegrosso d’Asti la variante attesa da vent’anni

L’arteria misura 1,05 chilometri e vale 8 milioni: servirà a ridurre il transito dei mezzi pesanti nell’abitato

Inaugurata a Montegrosso d’Asti la variante attesa da vent’anni

È stata aperta ufficialmente la nuova variante di Montegrosso d’Asti, infrastruttura attesa da circa vent’anni dalla comunità locale e dai centri della vallata. Il tracciato, lungo 1,05 chilometri, è stato realizzato con un investimento complessivo di 8 milioni di euro, pari a 6,6 milioni al netto dei costi indicati, con l’obiettivo di spostare fuori dal centro abitato una parte del traffico, soprattutto quello pesante.

L’intervento punta a migliorare la sicurezza della circolazione e i collegamenti tra Langa e Monferrato. Il percorso amministrativo era iniziato nel 2006 con i primi protocolli, per poi proseguire con l’accordo d’intesa siglato nel 2018 tra la Provincia di Asti e l’Unione collinare. Il cantiere è stato aperto nel 2022 e la circolazione sul nuovo tracciato è cominciata al termine della cerimonia di inaugurazione.

La cerimonia con istituzioni e amministratori

Al taglio del nastro hanno partecipato l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, il presidente della Provincia di Asti Simone Nosenzo e il presidente della Comunità delle colline tra Langa e Monferrato Calogero Mancuso. Presenti anche le ex presidenti e gli ex presidenti della Provincia coinvolti nelle fasi iniziali del progetto, Maria Teresa Armosino e Roberto Marmo, oltre ai consiglieri regionali Debora Biglia, Fabio Carosso e Fabio Isnardi.

Alla giornata hanno preso parte la sindaca di Montegrosso d’Asti Monica Masino, l’ex sindaco Marco Curto, indicato tra i promotori iniziali dell’opera, e gli ex primi cittadini Mauro Mondo e Fabio Grosso. Erano presenti inoltre il sindaco di Costigliole d’Asti Enrico Cavallero, i rappresentanti dei Comuni vicini, tra cui Agliano Terme, Mombercelli, Montaldo Scarampi, Mongardino e Vigliano d’Asti, oltre alle autorità militari e di pubblica sicurezza. La realizzazione ha coinvolto anche il segretario generale della convenzione tra Comuni Vincenzo Carafa e i dirigenti provinciali Michele Russo e Michele Albanese.

Nel corso degli interventi, Masino ha evidenziato l’impatto atteso sulla sicurezza e sulla qualità della vita, sottolineando come la collaborazione tra amministrazioni abbia consentito di affrontare un’opera troppo impegnativa per un singolo Comune. Mancuso ha ricordato la lunga presenza del progetto nei lavori della Comunità collinare, mentre Gabusi ha richiamato il metodo condiviso tra Provincia e Comuni. Nosenzo ha invece inserito la variante nel quadro delle opere destinate a sostenere la circolazione e lo sviluppo del sud del Piemonte.

Il sottopasso ferroviario e le opere di sicurezza

Il progetto è stato illustrato dall’ingegnere Pierguido Drago, progettista e direttore dei lavori. Uno degli interventi più complessi ha riguardato il passaggio sotto la linea ferroviaria Asti-Acqui Terme, realizzato senza interrompere il traffico dei treni. Per l’operazione è stata utilizzata la tecnica del varo a spinta: un monolite in cemento armato del peso di 2.500 tonnellate è stato collocato nella sede stradale mediante quattro martinetti idraulici da 400 tonnellate ciascuno.

La variante comprende anche un nuovo ponte sul rio Tiglione, progettato per affrontare piene con tempo di ritorno bicentennale, e due rotatorie sulla strada statale 456, in corrispondenza degli incroci con la provinciale 3 e con la provinciale 6 per Agliano Terme. Le intersezioni sono state pensate per ridurre la velocità dei veicoli e limitare il rischio di collisioni frontali.

Nel sottopasso è stato installato un sistema automatizzato con livellostato di precisione. In caso di accumulo d’acqua, il dispositivo aziona sbarre e semafori per impedire l’ingresso dei mezzi. Le acque di dilavamento vengono invece raccolte in un circuito chiuso e trattate attraverso un impianto di fitodepurazione biologica prima dell’immissione nel corso d’acqua.

I collaudi statici e tecnologici hanno avuto esito positivo. I lavori sono stati eseguiti dalla CS Costruzioni di Carlo Fornaca, con la direzione di cantiere dell’ingegnere Stefano Bassi e il coordinamento con RFI, Anas, Enel, TIM e Acquedotto Valtiglione.