Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha annunciato la prima applicazione della legge regionale sul contrasto alle emergenze, sottolineando che la crisi idrica in corso ha reso necessaria una rapida risposta. “Oggi abbiamo dato veramente gambe all’autonomia. Un tempo lo stato di emergenza lo avrebbe dichiarato il Governo, attraverso una procedura complessa. Questo era un problema perché si dichiarava quando non c’era più”, ha dichiarato Cirio, evidenziando come la situazione attuale richieda un intervento immediato.
La crisi idrica ha colpito oltre 70 Comuni piemontesi, costringendo la Regione a utilizzare autobotti per fornire acqua potabile. Secondo le rilevazioni dell’Arpa Piemonte, il mese di luglio è stato uno dei più secchi degli ultimi settant’anni, con un deficit di pioggia del 55% e temperature superiori alla media. Dall’inizio della crisi, sono stati effettuati 581 viaggi da parte dei mezzi di soccorso, con un costo che ha superato i 400 mila euro.
Cirio ha anche sottolineato l’importanza della rapidità di intervento e della protezione legale per i sindaci, affermando che non devono affrontare da soli le emergenze. “La tempestività della risposta della pubblica amministrazione per noi è importante, perché essere tempestivi vuol dire non lasciare da soli i sindaci nelle loro emergenze”, ha spiegato. Questo approccio mira a garantire che i sindaci non rischino il proprio patrimonio personale quando emettono ordinanze urgenti per garantire l’acqua.
Impatto sull’agricoltura e trattative per l’acqua
Il settore agricolo è tra i più colpiti dalla carenza d’acqua, con coltivazioni di mais, soia e riso che richiedono un apporto idrico significativo. Per affrontare la situazione, la Regione sta trattando con i gestori degli invasi idroelettrici per ottenere un sversamento notturno dell’acqua nei canali di irrigazione. Cirio ha confermato che ci sono interlocuzioni in corso con i territori del Lago Maggiore, sia piemontesi che lombardi, e anche con la Svizzera.
Nonostante la grave situazione, ci sono segnali di miglioramento sul fronte degli incendi boschivi, che hanno richiesto un notevole dispiegamento di risorse da parte della protezione civile. La Regione continuerà a monitorare la situazione e a raccogliere dati per eventuali ulteriori stanziamenti economici.