Politiche sociali

Dieci proposte per affrontare l’emergenza abitativa

Novantatré famiglie in difficoltà e più di 700 richieste per gli alloggi pubblici

Dieci proposte per affrontare l’emergenza abitativa

La questione abitativa torna al centro del dibattito ad Asti. In una nota diffusa mercoledì 5 agosto 2026, Ambiente Asti definisce la casa una delle principali sfide per il futuro della città e propone una nuova strategia pubblica dell’abitare. Il tema riguarda un territorio di circa 75.000 abitanti, segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle persone sole e dalla crescita delle fragilità economiche.

Secondo la forza politica, la difficoltà di trovare un alloggio non interessa soltanto le persone in condizioni di povertà estrema. A essere coinvolti sono anche giovani in cerca di autonomia, lavoratori con redditi insufficienti, famiglie monoreddito e anziani soli, spesso esclusi dal mercato privato degli affitti a causa della distanza tra i canoni e la capacità economica disponibile.

I numeri dell’emergenza

I dati citati da Ambiente Asti indicano che nel 2024 sono stati 93 i nuclei familiari coinvolti nelle procedure di emergenza abitativa. Si tratta di persone e famiglie alle prese con la perdita dell’alloggio, sfratti o condizioni abitative non adeguate. A questi casi si aggiungono alcune decine di nuclei ancora in emergenza. Sono inoltre oltre 700 le domande di edilizia residenziale pubblica presentate da famiglie in attesa di una soluzione.

Per Ambiente Asti, questi numeri mostrano la necessità di superare una gestione limitata alle situazioni più urgenti. Il documento chiede una politica strutturale, capace di prevenire gli sfratti, recuperare gli appartamenti inutilizzati e accompagnare le persone verso soluzioni adeguate, con interventi sociali coordinati.

Il piano in dieci punti

Tra le proposte figura un piano straordinario per il recupero degli alloggi ERP, attraverso manutenzioni programmate e tempi certi per le assegnazioni. La formazione politica chiede anche una gestione più efficace e trasparente delle domande e del patrimonio pubblico, oltre al rafforzamento degli strumenti per prevenire gli sfratti prima che la situazione arrivi alla perdita dell’abitazione.

Un altro punto riguarda i cambi alloggio accompagnati, su base volontaria e quando possibile, per utilizzare meglio gli spazi disponibili: gli appartamenti più grandi potrebbero essere destinati alle famiglie che ne hanno maggiore necessità, mentre persone sole, anziani e nuclei fragili potrebbero essere orientati verso abitazioni più adeguate. Il documento propone inoltre verifiche periodiche sui requisiti di permanenza ERP, con attenzione alle situazioni di vulnerabilità e a percorsi sociali per i casi che nel tempo cambiano.

Ambiente Asti indica poi il recupero degli immobili abbandonati, pubblici e privati, come alternativa al nuovo consumo di suolo. Tra le misure figurano anche l’housing sociale per giovani, lavoratori con redditi bassi e famiglie monoreddito, il potenziamento dei dormitori cittadini e la realizzazione di un nuovo dormitorio femminile per donne in condizioni di vulnerabilità.

Completano il documento l’accompagnamento sociale all’abitare, con percorsi di inclusione, mediazione condominiale e sostegno alle fragilità, e la rigenerazione dei quartieri. L’obiettivo indicato è migliorare la qualità della vita attraverso più verde, servizi, illuminazione, spazi di comunità ed efficientamento energetico.