Emanuele Filiberto

Lettera aperta chiede di rivedere invito a Emanuele Filiberto al Palio

Forze politiche e associazioni locali protestano contro la presenza dell'aristocratico durante la festa popolare.

Lettera aperta chiede di rivedere invito a Emanuele Filiberto al Palio

Una lettera aperta firmata da diverse organizzazioni, tra cui ANPI, Acli, Cgil e Uil, è stata inviata al Rione Santa Caterina, chiedendo di riconsiderare l’invito a Emanuele Filiberto di Savoia in occasione del Palio di Asti. L’appello, diffuso recentemente dalla stampa, sottolinea che il Palio rappresenta una festa della comunità, che non ha bisogno della presenza di ospiti ‘reali’ per affermare il suo valore.

Il testo della lettera comunica chiaramente: “Il Palio di Asti è patrimonio di tutta la città, animato da passione rionale e dai giovani volontari”. I firmatari evidenziano come la forza della manifestazione risieda nella comunità che la vive, piuttosto che in figure estranee alla storia repubblicana.

Una posizione condivisa

In particolare, viene ricordato il ruolo storico negativo della Casa Savoia nella storia italiana, inclusi eventi significativi come l’assegnazione dell’Italia al fascismo nel 1922 e l’applicazione delle leggi razziali nel 1938. Questo contesto rende, secondo i firmatari, incompatibile la presidenza di Emanuele Filiberto con lo spirito della celebrazione del Palio in una città simbolo della Resistenza, insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Oltre alla richiesta di riconsiderare l’invito, le realtà firmatarie invitano le istituzioni comunali a vigilare affinché il Palio rimanga fedele ai valori della comunità. Richiedono, infine, l’organizzazione di un momento pubblico di memoria repubblicana in concomitanza con la manifestazione, per ribadire l’importanza della storia repubblicana nella cultura locale.