Dal 21 al 23 agosto la Confraternita della Trinità di Vinchio ospiterà la mostra fotografica La rappresentazione dell’Universo. I globi terrestri e celesti di Pietro Maria da Vinchio (XVIII sec.), curata dall’Associazione culturale Davide Lajolo. L’esposizione nasce per concessione della Parrocchia, con la collaborazione del Comune e della Proloco di Vinchio, e propone un percorso dedicato alla figura del frate cappuccino originario del paese.
La mostra sarà accompagnata dalla proiezione di un video realizzato da Lucio Laugelli. L’ingresso è gratuito: il pubblico potrà visitare l’allestimento venerdì 21 e sabato 22 agosto dalle 18 alle 20, mentre domenica 23 agosto saranno previste due fasce di apertura, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20. Gli approfondimenti scientifici e il repertorio fotografico completo sono inoltre disponibili sul numero 43 della rivista culture.
Il frate tra arte e scienza
Al centro dell’iniziativa c’è Pietro Maria da Vinchio, frate cappuccino attivo nel convento dei frati minori cappuccini della Chiesa di Santa Maria del Tempio di Casale Monferrato. Uomo di ingegno e talento artistico, compose e illustrò testi liturgici e partiture musicali, utilizzando le conoscenze custodite nella biblioteca conventuale. I suoi interessi comprendevano la matematica e la geografia, discipline che gli consentirono di acquisire le tecniche cartografiche del tempo.
La cartografia aveva allora applicazioni legate alla misurazione dei territori, alle esigenze militari e ai commerci. In questo ambito il religioso si affermò come costruttore e decoratore di globi, unendo competenze scientifiche e capacità artistiche. La sua produzione conobbe una svolta grazie a monsignor Gerolamo Caravadossi, nominato vescovo di Casale nel 1728 e fondatore della Biblioteca del Seminario.
Le opere conservate nel territorio
Riconoscendo la perizia del frate, Caravadossi gli commissionò un globo celeste e uno terrestre destinati alla nuova biblioteca. Le due opere furono realizzate tra il 1739 e il 1745 e furono apprezzate per la precisione grafica e la cura della lavorazione. Tra il 1746 e il 1751 Pietro Maria realizzò poi due sfere di dimensioni ancora maggiori, con una circonferenza di 115 centimetri.
Tra queste rientra il globo terrestre conservato alla Biblioteca di Alessandria, costruito in cartapesta gessata e rivestito con carta disegnata a inchiostro, sulla quale sono raffigurate le mappe geografiche dell’epoca. L’altra opera è il globo celeste custodito al Museo di Palazzo Cuttica di Alessandria, dove costellazioni e segni zodiacali sono dipinti in latino attraverso eleganti figure mitologiche. La rassegna di Vinchio riunisce immagini e contenuti dedicati a questo patrimonio, restituendo attenzione a una figura che seppe coniugare ricerca, rappresentazione del mondo e arte.