Compleanno d’autore

Mogol compie 90 anni tra versi e radici piemontesi

Un itinerario fra Astigiano, vigne, amicizie illustri, pagine decisive della musica italiana

Mogol compie 90 anni tra versi e radici piemontesi

Giulio Rapetti Mogol compie 90 anni dopo oltre 65 anni dedicati alla scrittura musicale. Dal 2008 il nome d’arte è anche quello registrato all’anagrafe: un percorso segnato da 1.776 brani e, secondo i dati riportati, da 523 milioni di dischi venduti nel mondo. Mogol ha sempre respinto la definizione di paroliere, preferendo quella di autore.

Il rapporto con il territorio piemontese si è costruito attraverso incontri, soggiorni e suggestioni finite nei testi. Un passaggio significativo risale al 3 luglio 2019, quando fu ospite ad Asti di un appuntamento organizzato da Astimusica e Monferrato On Stage per celebrare i cinque anni dall’inserimento dei paesaggi vitivinicoli di Monferrato e Langhe-Roero nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco.

Le suggestioni nate tra le vigne

In quell’occasione Mogol ricordò i quindici anni trascorsi nei fine settimana estivi a Silvano d’Orba, nell’Ovadese, insieme alla famiglia. Proprio durante uno degli spostamenti verso il paese, a bordo di una Fiat 500 Giardinetta, gli sarebbe venuta in mente la seconda parte di Emozioni.

Il paesaggio piemontese entrò anche in un altro testo, seppure per errore. Nel verso di Eppur mi son scordato di te compare l’espressione "Non piangere salame dai capelli verde rame". Mogol ha spiegato di aver pensato inizialmente alla parola rosso, ma di aver scritto verde dopo aver ascoltato per anni riferimenti al verde rame, il fungicida utilizzato nei vigneti della zona.

Gli incroci con Conte e Lauzi

Il legame con Paolo Conte, altro protagonista della canzone d’autore legato ad Asti, non si è tradotto in una collaborazione stabile. Mogol ha precisato di non aver mai scritto con lui, ma le discografie riportano due incontri professionali risalenti agli inizi delle rispettive carriere.

Nel 1966 Conte compose la musica di Chi era lui, con testo di Mogol e Miki Del Prete, interpretata da Adriano Celentano. L’anno successivo arrivò Quando io sarò partita, con parole di Mogol e musica di Conte, affidata alla voce di Gigliola Cinquetti. Il rapporto viene quindi descritto come un incrocio artistico, non come un sodalizio.

Il ponte tra Mogol e l’Astigiano è soprattutto Bruno Lauzi, cantautore della scuola genovese frequentata anche da Mogol, Gino Paoli, Luigi Tenco, Umberto Bindi e Fabrizio De André. Nel 1970 Lauzi incise alcuni brani firmati Mogol-Battisti, tra cui … e penso a te, pubblicata prima nella sua interpretazione e successivamente reincisa da Lucio Battisti.

Nel 1972 Lauzi acquistò con la moglie la cascina La Celesta a Rocchetta Tanaro, trasformandola in un luogo centrale del suo rapporto con il territorio e dando il proprio nome a una Barbera. Fu inoltre tra i primi a sostenere gli esordi di Paolo Conte. Nel 2014 Conte partecipò al progetto poetico dedicato al Montebruna dalla famiglia Bologna di Braida, con versi che richiamano il Tanaro e Rocchetta.

La carriera di Mogol comprende anche il Premio alla carriera Città di Sanremo, ricevuto all’Ariston a febbraio, e la fondazione, nel 1992, del CET, il Centro Europeo di Toscolano, dove continua a formare autori, musicisti e cantanti. Nel libro Senza paura. La mia vita, pubblicato da Salani, ha ripercorso la propria esperienza. A 90 anni, il suo rapporto con il Monferrato resta legato alla musica, alle persone incontrate e alle immagini nate nel paesaggio delle colline.