Presentazione ufficiale

Ad Asti il calendario dei Carabinieri racconta i volti dell’Arma

L’edizione 2027 cambia linguaggio e affida a Franco Cappellari le immagini di militari impegnati sul territorio

Ad Asti il calendario dei Carabinieri racconta i volti dell’Arma

È stata presentata anche ad Asti l’edizione 2027 del Calendario storico dell’Arma dei Carabinieri, svelata nella stessa giornata della presentazione ufficiale a Roma e negli altri comandi provinciali italiani. L’incontro si è svolto nella sede provinciale dell’Arma. A fare gli onori di casa è stato il tenente colonnello Vittorio Balbo, comandante del Reparto Operativo, intervenuto al posto del comandante provinciale, colonnello Giovanni Di Niso, impossibilitato a partecipare.

Il racconto fotografico dei servizi

Il tema scelto per il nuovo volume è Gli sguardi che proteggono. La principale novità riguarda il linguaggio visivo: dopo le tavole dipinte e le grafiche delle precedenti edizioni, il calendario si affida alle fotografie di reportage di Franco Cappellari. Le immagini ritraggono carabinieri in servizio nei loro ambienti operativi, con scene dedicate al pronto intervento delle gazzelle del Radiomobile, ai reparti a cavallo, alla tutela del patrimonio culturale, alla sicurezza alimentare svolta dai Nas e alla salvaguardia del lavoro.

Il volume ospita anche i contributi di alcune firme del giornalismo italiano. L’introduzione è stata affidata ad Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera, con una riflessione sui temi della lotta al terrorismo e alla mafia attraverso la figura del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Le schede mensili sono invece accompagnate dai testi di Ferruccio De Bortoli, già direttore del quotidiano milanese e oggi editorialista, e Bruno Vespa. Il calendario sarà disponibile nella tradizionale versione da parete con cordoncino e anche nel formato da tavolo.

Una tradizione lunga quasi un secolo

Nel corso della presentazione, l’ufficiale ha ricordato la storia della pubblicazione, nata nel 1928, dopo una prima ideazione alla fine del 1927, come blocco a strappo giornaliero. Già nel 1929 il calendario assunse la forma a tavole rimasta nel tempo. La pubblicazione è proseguita senza interruzioni fino a oggi, fatta eccezione per il periodo compreso tra il 1940 e il 1949, quando fu sospesa a causa della Seconda guerra mondiale.

Commentando la copertina e le pagine, caratterizzate da uno sfondo scuro pensato per valorizzare l’espressività dei militari ritratti, Balbo ha richiamato il messaggio di vicinanza che l’Arma intende rivolgere alla cittadinanza. Se la gente percepisce un senso di insicurezza, ha spiegato, è compito dei carabinieri e delle istituzioni fornire una risposta capace di attenuare queste paure. Il riferimento è alla distanza tra i dati generali, che indicano livelli di sicurezza complessivamente migliori rispetto al passato, e la percezione quotidiana dei cittadini, alla quale l’Arma risponde anche attraverso una presenza visibile sul territorio.

Nel calendario compare infine un elemento legato direttamente alla provincia di Asti. Tra le persone fotografate figura infatti una giovane tenente, ritratta nella pagina conclusiva dedicata all’apporto delle nuove generazioni all’Arma. La militare aveva svolto per due mesi il proprio tirocinio formativo presso il Comando provinciale astigiano, prima di proseguire il servizio alla Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze.