Norme di caccia

Approvato in Piemonte il calendario venatorio 2026/2027

Le disposizioni riguardano capriolo, cinghiale e misure legate alla Peste Suina Africana

Approvato in Piemonte il calendario venatorio 2026/2027

La Regione Piemonte ha pubblicato il calendario venatorio 2026/2027, il documento che stabilisce su tutto il territorio regionale le specie cacciabili, i periodi e gli orari dell’attività, i carnieri, le modalità di prelievo e le norme di sicurezza. Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale dopo il parere dell’ISPRA e del Comitato regionale previsto dalla legge.

Il nuovo calendario introduce diversi aggiornamenti, legati soprattutto alla gestione della Peste Suina Africana. La malattia ha richiesto negli ultimi anni misure straordinarie per il controllo della fauna selvatica e ha portato alla definizione di specifiche aree sottoposte a restrizioni.

Le disposizioni per il capriolo

Tra le novità rientrano le regole per l’avvio della caccia di selezione al capriolo. Le modalità sono differenziate in base alle zone di restrizione PSA, indicate con i livelli I, II e III. Le disposizioni, secondo quanto riportato nel provvedimento regionale, seguono il regolamento europeo UE 2026/1192, che disciplina le aree interessate da misure speciali di controllo.

Il calendario prevede inoltre nuovi piani di prelievo selettivo del cinghiale, applicabili sia nelle zone considerate indenni sia nei territori sottoposti a restrizioni. Per queste ultime aree sono previste deroghe concesse dal Commissario straordinario per la PSA.

Il contenimento del cinghiale

Le misure hanno un duplice obiettivo: contribuire a limitare la diffusione della malattia e ridurre i danni provocati dalla fauna selvatica alle coltivazioni. Tra le finalità indicate rientra anche il miglioramento della sicurezza stradale, in relazione alla presenza di cinghiali sul territorio.

Il territorio astigiano, caratterizzato da aree boschive e collinari, è direttamente interessato dalle disposizioni sul contenimento del cinghiale e dalle zone soggette alle restrizioni legate alla Peste Suina Africana. Il calendario regionale costituisce quindi il riferimento per la programmazione dell’attività venatoria e per l’applicazione delle misure di controllo previste nelle diverse aree.