Il mercato delle abitazioni ad Asti ha registrato un aumento del 5,1% delle compravendite nel primo semestre del 2026. Il risultato inserisce il capoluogo tra le città piemontesi che hanno mantenuto un andamento positivo nella prima parte dell’anno e segnala una ripresa delle transazioni residenziali dopo la fase di contrazione che aveva interessato il settore.
Il confronto con gli altri capoluoghi
La variazione rilevata ad Asti è superiore a quella registrata nello stesso periodo a Torino, salita del 4,5%, e a Cuneo, che ha segnato un incremento del 4,7%. La graduatoria regionale è guidata da Alessandria, con il 12%, e Verbania, con l’11,9%. Seguono Novara, al 7,9%, e Vercelli, al 7,7%. In controtendenza Biella, che ha registrato una flessione del 12,5%.
Il dato del capoluogo astigiano si colloca all’interno di una tendenza più ampia che interessa il Piemonte. Nel corso dell’ultimo quindicennio il comparto ha attraversato una lunga fase negativa, raggiungendo il punto più basso nel 2013, quando le compravendite regionali erano state 35.255. Da allora è iniziato un percorso di recupero, interrotto temporaneamente nel 2020.
La dinamica regionale
Il ciclo più recente ha evidenziato una forte accelerazione nel biennio 2021-2022, seguita da una fase di assestamento. Il 2025 si è quindi concluso con il dato più alto dell’intera serie considerata: 70.932 transazioni in Piemonte. Questo andamento costituisce il quadro di riferimento nel quale si inserisce l’incremento rilevato ad Asti nei primi sei mesi del 2026.
Secondo le valutazioni riportate dagli analisti del settore, l’interesse per le abitazioni del capoluogo sarebbe sostenuto dalla combinazione tra valori ritenuti accessibili e attrattività del territorio. Alla domanda residenziale locale si aggiungerebbe inoltre l’attenzione degli investitori verso il comparto immobiliare astigiano.
Per la seconda parte dell’anno le prospettive indicate restano orientate a un consolidamento delle transazioni, in un contesto definito di prudente ottimismo. L’evoluzione dipenderà dalla capacità dei capoluoghi piemontesi di mantenere condizioni favorevoli per chi cerca casa e per chi valuta investimenti nel settore.