Memoria storica

Asti, consegnate 19 Medaglie d’Onore agli internati militari

La Prefettura ha ricordato i cittadini della provincia deportati nei lager tedeschi e destinati al lavoro coatto

Asti, consegnate 19 Medaglie d’Onore agli internati militari

Una pagina dolorosa della storia italiana è stata ricordata nella Sala consiliare della Provincia di Asti, dove si è svolta la cerimonia per la seconda Giornata nazionale degli internati militari italiani nei campi di concentramento tedeschi. Al centro dell’iniziativa, organizzata dalla Prefettura, la consegna di 19 Medaglie d’Onore alla memoria ai familiari di cittadini originari dell’Astigiano, deportati e internati dopo l’8 settembre 1943 e destinati al lavoro coatto.

La ricorrenza è stata istituita dalla legge 13 gennaio 2025, n. 6 e viene celebrata il 20 settembre di ogni anno. La data richiama il provvedimento con cui, nel 1943, i militari italiani catturati dopo l’armistizio furono qualificati come internati militari. La prima celebrazione nazionale si è svolta nel 2025.

Ad aprire la cerimonia è stato il prefetto di Asti, Claudio Ventrice, che ha salutato le autorità presenti, tra cui l’onorevole Andrea Giaccone, i consiglieri regionali, il procuratore della Repubblica e i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni. Il prefetto ha ricordato il significato della giornata, definendo quella degli internati una delle pagine più dolorose della storia contemporanea, ma anche una testimonianza della resilienza e della dignità degli italiani.

Dopo l’8 settembre 1943, circa 650 mila militari italiani furono catturati dalle forze tedesche, deportati e impiegati nel lavoro coatto. Lontani dalle famiglie e sottoposti a freddo, fame e violenze, molti avrebbero potuto ottenere la fine della prigionia accettando di collaborare con il regime nazista e con la Repubblica sociale italiana. La maggioranza scelse di non farlo, dando vita a una forma di resistenza silenziosa, senza armi, fondata sulla fedeltà ai propri principi.

Il valore della memoria

Ventrice ha sottolineato il ruolo dei familiari e delle associazioni nel conservare e trasmettere le testimonianze degli internati alle generazioni successive. Il ricordo di quegli uomini, ha spiegato, richiama le istituzioni alla responsabilità di mantenere vivi i valori di pace, giustizia e libertà per i quali molti prigionieri affrontarono la deportazione e il lavoro coatto.

Il presidente della Provincia, Simone Nosenzo, ha evidenziato il compito delle istituzioni nella trasmissione della memoria. Ricordare le vicende degli internati, ha osservato, significa restituire un posto nella storia a una pagina dolorosa del passato e trasmettere alle nuove generazioni il valore della libertà e dell’appartenenza alla comunità nazionale. Nosenzo ha inoltre assicurato la collaborazione della Provincia con la Prefettura e le associazioni.

È intervenuto anche il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, che ha richiamato il passaggio del 20 settembre 1943, quando i militari italiani catturati dai tedeschi furono trasformati da prigionieri di guerra in internati militari. Non si trattò soltanto di un cambio di denominazione, ha spiegato, ma di una modifica della condizione giuridica e delle tutele riconosciute, che rese possibile l’impiego degli internati come forza lavoro.

Il sindaco ha ricordato che ai prigionieri venne più volte prospettata la possibilità di porre fine alla detenzione aderendo alle richieste del regime. La maggioranza rifiutò però di collaborare con il nazifascismo. La consegna dei riconoscimenti è stata presentata anche come il risultato del lavoro svolto da istituzioni, Comuni e associazioni combattentistiche e d’arma per riportare alla luce le storie degli internati originari della provincia.

I riconoscimenti ai familiari

Le 19 Medaglie d’Onore, conferite dal Presidente della Repubblica, sono destinate a cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. I riconoscimenti sono andati alla memoria di Mario Barbieri, Biagio Benzi, Claudio Enrico Castino, Elio Giuseppe Coppo, Donato De Bonis, Carlo Giovanni Ferrero, Armando Giovine, Carlo Iraldi, Massimo Maravalle, Antonio Basilio Marzo, Rinaldo Mirra, Natale Battista Moncalvo, Secondo Nosenghi, Giulio Rondoletti, Luigi Sartoretti, Angelo Lorenzo Tirone, Elia Torrengo, Remo Triberti e Silvio Triberti.

La cerimonia ha incluso anche un approfondimento storico affidato al cavalier Marco Montagnani, consigliere nazionale e presidente della Federazione di Asti dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al valor militare. Dietro ogni medaglia, è stato sottolineato, c’è una vicenda personale segnata da cattura, deportazione, privazioni e dalla scelta, in molti casi, di non aderire alle richieste del regime nazista e della Repubblica sociale italiana.

La giornata ha così riunito istituzioni, famiglie e associazioni attorno al ricordo di 19 uomini e, attraverso le loro storie, di una vicenda che appartiene alla storia nazionale. La memoria degli internati militari italiani resta affidata soprattutto alle testimonianze familiari e al lavoro di quanti continuano a conservarla e a trasmetterla.