Alla Biblioteca Astense tornano i Giovedì Filosofici, iniziativa realizzata in collaborazione con Arena Philosophica. Il nuovo ciclo, intitolato “Essere felici: un viaggio nel tempo e nello spazio”, prevede tre appuntamenti a ingresso libero, in programma giovedì 22 e 29 ottobre e giovedì 5 novembre, sempre alle 18.
Un percorso tra epoche e culture
Il tema scelto è la felicità, affrontata a partire da una domanda: quella ricercata nel presente coincide con il modello inseguito dagli antichi o con l’idea sviluppata agli inizi della modernità? Gli incontri metteranno inoltre a confronto concezioni diverse, interrogandosi sul carattere universale dell’esperienza e sulle variazioni legate alle culture, dall’Occidente all’Oriente.
Il ciclo non punta a proporre una definizione unica della felicità, ma a esaminarne forme e significati attraverso alcuni nodi del pensiero filosofico. Al centro ci saranno il rapporto tra individuo e collettività, il legame tra etica e politica e la tensione tra dimensione particolare e prospettiva universale.
Dalla Bhagavad-Gītā al pensiero contemporaneo
Il primo incontro si terrà giovedì 22 ottobre alle 18. Gabriele Demarchis parlerà del rapporto tra la Bhagavad-Gītā e la resistenza non violenta, mentre Simone Vaccaro proporrà una riflessione sulla complessa semplicità della felicità nella cultura giapponese.
Il secondo appuntamento è fissato per giovedì 29 ottobre, sempre alle 18. Roberto Gatti affronterà il tema di Spinoza e della trasparenza dello sguardo. A seguire, Matilde Vignale parlerà di Foucault, psicologia e capitalismo, portando il confronto anche nella riflessione contemporanea sul benessere individuale.
La rassegna si concluderà giovedì 5 novembre alle 18 con la presentazione del volume La felicità a un crocevia. Intelletti, politica e rivelazione nel pensiero arabo, ebraico e latino del Medioevo. Studi in onore di Mauro Zonta, curato da Roberto Gatti e pubblicato da Villa Vigoni Verlag. Alla presentazione parteciperanno Roberto Gatti, Davide Scotto e Simone Vaccaro.
Il filo conduttore degli appuntamenti sarà l’idea di eudaimonia, il termine con cui gli antichi Greci indicavano la felicità, considerandola il fine stesso della filosofia. Il programma affronterà così prospettive storiche e geografiche differenti, dalle tradizioni antiche alle questioni poste dal pensiero moderno e contemporaneo.