Controlli bancari

Banca di Asti, i Giovani Astigiani difendono Rasero

Il gruppo respinge le accuse e chiede un confronto fondato sui fatti

Banca di Asti, i Giovani Astigiani difendono Rasero

La verifica della Banca d’Italia sull’idoneità dei componenti del Consiglio di amministrazione della Banca di Asti, conclusa con esito positivo per tutti i membri, riapre il confronto politico sulla vicenda. Tra i consiglieri interessati figura anche Maurizio Rasero, la cui posizione era stata al centro delle polemiche delle scorse settimane.

A intervenire è il gruppo consiliare I Giovani Astigiani, che contesta le ricostruzioni secondo cui Rasero sarebbe stato ormai messo alla porta e le sue dimissioni rappresenterebbero una resa obbligata. Secondo il gruppo, quelle valutazioni erano state espresse con sicurezza prima che gli accertamenti degli organi di vigilanza fossero completati.

La posizione del gruppo consiliare

Per I Giovani Astigiani, l’esito delle verifiche restituisce un quadro diverso da quello prospettato durante la fase più accesa del dibattito. Il gruppo sostiene che la vicenda sia stata utilizzata per colpire politicamente Rasero e per costruire consenso sulla base della sola critica, trasformando ipotesi e sospetti in giudizi definitivi.

La formazione consiliare riconosce la legittimità del dissenso politico, ma ritiene che il confronto debba mantenersi ancorato ai fatti, soprattutto quando coinvolge istituzioni considerate rilevanti per il territorio. Nel mirino finiscono anche le richieste di dimissioni rivolte ai vertici della Fondazione, che il gruppo invita a valutare alla luce dell’esito delle verifiche.

Il ruolo di Maurizio Rasero

I Giovani Astigiani ribadiscono di aver sostenuto la scelta di Maurizio Rasero alla presidenza della Banca di Asti. Secondo il gruppo, la nomina era legittima e rispondeva all’obiettivo di tutelare l’indipendenza dell’istituto e il suo legame con il territorio. La posizione, si legge nella nota, era stata mantenuta nonostante le contestazioni politiche arrivate anche in Parlamento.

Il gruppo chiede quindi che ad Asti si sviluppi un confronto più serio e basato sugli elementi disponibili, senza trasformare la vicenda in una ricerca di responsabilità personali. La conclusione delle verifiche viene indicata come un elemento da considerare nel dibattito, pur senza cancellare la legittimità delle diverse valutazioni politiche espresse nelle settimane precedenti.