Le dimissioni di Maurizio Rasero dalla presidenza della Banca di Asti sono arrivate al centro del dibattito parlamentare. La deputata Daniela Ruffino, esponente di Azione, ha chiesto un’informativa urgente al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per chiarire le circostanze che hanno portato all’uscita del sindaco di Asti dai vertici dell’istituto di credito.
Nel corso della seduta alla Camera, Ruffino ha sostenuto che il passo indietro non chiuda la vicenda. Secondo la parlamentare, l’attenzione deve concentrarsi sui mesi precedenti alle dimissioni e sulle ragioni che hanno determinato l’intervento dell’organo di controllo. La richiesta, ha spiegato, non nasce da una contrapposizione politica tra schieramenti, ma dalla necessità di affrontare una questione di rilievo istituzionale.
I rilievi dell’organo di controllo
Al centro dell’intervento ci sono le indicazioni formulate da Banca d’Italia. L’istituto di vigilanza avrebbe imposto una tabella di marcia e prospettato anche una possibile procedura di decadenza. Ruffino ha quindi chiesto di conoscere quali criticità abbiano portato a questa situazione e per quale motivo sia stata indicata una strada che poteva condurre alla rimozione dell’esponente bancario.
La deputata ha inoltre sollecitato una ricostruzione dei passaggi amministrativi e dei rapporti tra i soggetti coinvolti. In particolare, ha chiesto di verificare chi abbia effettuato le nomine, sulla base di quali valutazioni e quali controlli siano stati svolti in seguito. Il tema riguarda gli equilibri tra Comune di Asti, Fondazione e banca, con ricadute sulla governance dell’istituto e sulla fiducia dei risparmiatori.
Nel suo intervento, Ruffino ha collegato la richiesta di trasparenza alla credibilità delle istituzioni, alla gestione della banca e alla tutela del risparmio. La parlamentare ha quindi chiesto al governo una risposta chiara sull’intera vicenda, ritenendo insufficienti le sole dimissioni a chiarire quanto accaduto nei mesi precedenti.
La richiesta di confronto parlamentare
Alla richiesta di audizione del ministro dell’Economia si è associato anche il deputato Federico Fornaro, del Partito Democratico. Secondo il parlamentare, l’uscita di scena del sindaco non risolve i dubbi già sollevati sul territorio e nelle sedi istituzionali.
Fornaro ha richiamato il contenuto della comunicazione arrivata da via Nazionale, sottolineando il ruolo di controllo attribuito per legge a Banca d’Italia. La sua attenzione si è concentrata anche sulla concentrazione dei poteri decisionali e sui rapporti tra gli incarichi amministrativi locali e gli organismi della Fondazione.
La Fondazione, azionista di riferimento, partecipa infatti alla selezione del consiglio di amministrazione della banca. Secondo Fornaro, resta da chiarire in che modo una singola figura, cumulando cariche amministrative locali, abbia potuto incidere sulla composizione del consiglio di indirizzo della Fondazione e, indirettamente, sugli assetti dell’istituto di credito.
Definendo la vicenda una pagina negativa per il territorio, il deputato ha auspicato la massima trasparenza a tutela di residenti e correntisti. Ruffino e Fornaro chiedono ora un rapido confronto con il titolare del dicastero economico per fare luce sui rilievi dell’organo di vigilanza e sui passaggi che hanno preceduto le dimissioni di Rasero.