Gad Lerner riceverà l’edizione 2026 del Premio Davide Lajolo Il ramarro. Il riconoscimento è stato assegnato dall’Associazione culturale Davide Lajolo per il suo modo di raccontare la realtà, la capacità di anticipare i mutamenti sociali e l’indipendenza intellettuale dimostrata nel corso della carriera.
La cerimonia si terrà il 14 novembre alle 16 nei locali della Biblioteca Astense Giorgio Faletti, ad Asti. L’incontro sarà dedicato anche all’evoluzione del mestiere di giornalista e al ruolo dell’informazione nella società contemporanea. A introdurre e condurre l’appuntamento sarà la giornalista Valentina Archimede, esperta di comunicazione pubblica.
Un premio dal valore simbolico
Come previsto dalla tradizione del premio, non è previsto un riconoscimento economico. A Lerner sarà consegnata l’opera Il bosco di Davide, realizzata dal pittore Giulio Lucente. Il lavoro, sviluppato attraverso linguaggi espressivi diversi, propone una riflessione sulle complessità del presente e sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale.
La scelta dell’associazione si colloca nel solco dell’eredità di Davide Lajolo, partigiano, scrittore, politico e giornalista. Lajolo guidò l’edizione milanese de l’Unità negli anni Cinquanta e, nel decennio successivo, il settimanale Giorni Vie Nuove. Il direttivo ha motivato il premio richiamando le innovazioni introdotte da Lerner nella carta stampata e nel linguaggio televisivo, oltre alla sua coerenza intellettuale.
Una carriera tra stampa e televisione
Il percorso professionale di Lerner è iniziato a Lotta Continua e si è sviluppato in testate come La Stampa, la Repubblica e Il Corriere della Sera. Nel 2000 ha assunto la direzione del TG1, per poi lavorare a LA7 e collaborare con Il Fatto Quotidiano. Attualmente è editorialista de Il manifesto.
In televisione ha condotto format come Profondo Nord, Milano, Italia e Pinocchio, programmi che hanno affrontato le divisioni territoriali, politiche ed etiche del Paese. Parallelamente ha mantenuto un impegno nella saggistica e nella ricerca storica, collaborando con Laura Gnocchi al volume Noi, partigiani, dedicato alle memorie dei partigiani ancora viventi.
Nel corso dell’appuntamento astigiano potrà trovare spazio anche l’attualità internazionale, con particolare attenzione alla guerra in Medio Oriente. Di origini ebraiche, Lerner ha espresso preoccupazione per la crescita dell’antisemitismo e ha rivolto critiche alle politiche del governo israeliano, denunciando le conseguenze del conflitto nella Striscia di Gaza. Questi temi sono stati affrontati nei libri Gaza. Odio e amore per Israele, del 2024, ed Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente, pubblicato nel 2025 insieme a Riccardo Di Segni.
Il nome del premio richiama il ramarro, detto lajeu nel dialetto locale e animale caro a Lajolo, originario di Vinchio. Negli anni il riconoscimento è stato assegnato a magistrati, ricercatori, medici, giornalisti e personalità della cultura italiana, con l’obiettivo di valorizzare l’impegno civile, la ricerca e la difesa dei valori democratici.