Scontro istituzionale

Il Consiglio comunale discute il DUP senza Rasero

Dubbi su incarichi, interessi e programmazione dividono maggioranza e minoranza

Il Consiglio comunale discute il DUP senza Rasero

Il documento in discussione era il DUP 2027-2029, il Documento unico di programmazione destinato a delineare le priorità dell’amministrazione di Asti. La prima serata del Consiglio comunale, tuttavia, si è concentrata soprattutto sulla posizione politica del sindaco Maurizio Rasero, dopo la comunicazione della Banca d’Italia sulla compatibilità tra la carica di primo cittadino e quella di presidente della Banca di Asti.

Rasero ha lasciato l’aula poco dopo l’avvio dei lavori. La minoranza, con Miravalle, ha chiesto di discutere con urgenza un ordine del giorno per impegnare il sindaco a chiarire formalmente la propria posizione. Secondo il consigliere, la città ha bisogno di sapere attraverso i canali istituzionali quale decisione intenda assumere, anche alla luce delle domande e delle incertezze emerse tra i cittadini. La richiesta è stata respinta con 18 voti contrari e un’astensione.

Il nodo dell’incompatibilità

Poco dopo, l’opposizione ha presentato una questione pregiudiziale sul DUP, sostenendo che il documento non potesse essere esaminato senza prima chiarire i dubbi sull’incompatibilità e sul possibile conflitto di interessi. Il segretario comunale ha distinto i due profili: l’incompatibilità riguarda la posizione soggettiva del sindaco e segue la procedura prevista dal Testo unico degli enti locali; il conflitto di interessi, invece, richiede una correlazione diretta tra l’interesse personale e lo specifico atto sottoposto al voto.

Per il segretario, il DUP è un documento generale di programmazione e non presenta condizioni tali da imporre l’astensione del sindaco. La pregiudiziale è stata quindi respinta con 20 voti contrari e 10 favorevoli. Il confronto è tornato così sui contenuti del piano, ma il rapporto tra il Comune e la Banca di Asti è rimasto uno dei temi centrali della seduta.

Il confronto sulle priorità

L’assessore Stefania Morra ha illustrato un documento costruito attorno a sicurezza, sviluppo, turismo e cultura, qualità della vita, giovani, manutenzione, sport e capacità di intercettare risorse. Tra gli obiettivi indicati figurano il rafforzamento della videosorveglianza, l’attrazione di investimenti, il sostegno al commercio e al turismo e la trasformazione di cultura ed eventi in opportunità economiche.

Briccarello ha riconosciuto la presenza di obiettivi difficilmente contestabili, chiedendo però chiarimenti sul futuro dei musei e sulle sponsorizzazioni legate alla Banca di Asti. Il consigliere ha posto anche il problema delle prossime deliberazioni, domandando se l’assenza del sindaco possa diventare una costante quando l’aula sarà chiamata a votare il bilancio.

Migliasso ha concentrato l’attenzione sui numeri. A fronte di circa 150 milioni di euro di previsioni definitive di spesa, ha osservato, gli impegni al 31 maggio ammontavano a circa 92,3 milioni, mentre i pagamenti si fermavano a 24,5 milioni. Nel suo intervento ha criticato inoltre la gestione della manutenzione stradale, del traffico e del commercio di vicinato, definendo il DUP un libro dei sogni.

Miroglio ha replicato parlando di un libro degli incubi e ha contestato soprattutto l’assenza, a suo giudizio, di una strategia adeguata sull’emergenza climatica. Tra le proposte richiamate figurano rifugi climatici, raccolta delle acque piovane, forestazione urbana e misure di protezione per anziani, scuole e agricoltura.

Nel passaggio politico più rilevante, Miravalle ha invitato maggioranza e opposizione a non concentrarsi soltanto sul destino personale di Rasero, ma sulle necessità della città. Da qui la proposta di un patto per la città, con l’individuazione di una priorità per ciascun assessorato da realizzare prima della fine della legislatura. Malandrone ha richiamato infine le principali criticità urbane, dal degrado alle periferie, passando per giovani, sport, manutenzione e società partecipate.