Memorie rurali

Il Festival delle sagre rievoca la civiltà contadina

Corteo storico, borghi astigiani e specialità piemontesi protagonisti durante l'appuntamento dedicato alle radici territoriali.

Il Festival delle sagre rievoca la civiltà contadina

Il Festival delle sagre astigiane torna ad animare la città nel secondo fine settimana di settembre, con il villaggio gastronomico allestito tra piazza Alfieri e piazza Campo del Palio e la tradizionale sfilata dedicata alla civiltà contadina. L’appuntamento è fissato per il 12 e 13 settembre e riunisce comunità, figuranti e gruppi impegnati a ricostruire usi, mestieri e momenti della vita rurale piemontese.

Il corteo partirà alle 9.30 da corso Matteotti e attraverserà piazza Marconi, via Cavour, piazza San Secondo, via Garibaldi, piazza Alfieri, corso Alfieri, via Calosso e viale alla Vittoria, per concludersi in piazza Campo del Palio. La sfilata potrà essere seguita anche dalle tribune allestite in piazza Alfieri, con un biglietto d’ingresso di 5 euro. Migliaia di persone in costume, carri d’epoca e strumenti di lavoro originali accompagneranno un percorso ispirato alle quattro stagioni, dall’Ottocento al secondo dopoguerra.

Le scene dell’estate e dell’autunno

La prima parte del percorso sarà dedicata ai lavori agricoli e alle tradizioni comunitarie. Variglie presenterà la coltivazione e la conservazione della pesca limunina, mentre Calliano rievocherà la fonte della Pirenta, sorgente solforosa conosciuta fin dal Medioevo e trasformata nel dopoguerra in colonia idroelioterapica. Castelnuovo Calcea racconterà il ciclo del grano e la preparazione delle grissie; Castell’Alfero ricorderà la costruzione della chiesetta della frazione Stazione. San Damiano metterà in scena la festa di San Rocco, Mongardino l’antico maglio per gli attrezzi agricoli e Villanova d’Asti il mercato della piana negli anni Cinquanta.

Le rappresentazioni autunnali affronteranno invece la leva militare, la vendemmia, l’emigrazione e la trasformazione dei prodotti della terra. Villafranca proporrà la festa dei coscritti prima della Grande guerra; Azzano d’Asti ricorderà la partenza dei capifamiglia verso l’America dopo la distruzione dei vigneti causata da una tempesta. Castellero celebrerà la nocciola, Cunico illustrerà la vinificazione e Mombercelli ripercorrerà la storia del torrone. Nizza Monferrato rievocherà le celebrazioni del 1936 dedicate a Francesco Cirio, mentre Cortazzone e Valenzani rappresenteranno rispettivamente un corteo funebre e il trasloco del mezzadro a San Martino.

Dall’inverno alla primavera

Le scene invernali porteranno in piazza la lavorazione della canapa di Callianetto, il lavoro dei calderai e il carnevale di Cantarana, la prima partecipazione femminile al voto nel 1946 ricordata da Montechiaro e la veglia nella stalla di Revignano. Serravalle riproporrà i mestieri di cascina e la Banda del cusi, mentre Casabianca ricorderà la lotta di Liberazione attraverso la figura del partigiano Alfredo Vespa, le staffette in bicicletta e i rifugi utilizzati durante la Resistenza.

La primavera concluderà la sfilata con le fiere di paese, le consuetudini domestiche e gli sport tradizionali. Antignano rievocherà il viaggio verso la fiera carolingia, Montiglio Monferrato l’inaugurazione dell’acquedotto del 1933 e Quarto la festa del lunedì di Pentecoste con la fagiolata e la corsa degli asini. San Marzanotto presenterà la fabbrica di palloni M.A.G.A. e la pallapugno, Tonco il tamburello a muro, Sessant le pulizie domestiche d’inizio stagione e Viarigi la fienagione. Il programma unisce così memoria locale, lavoro, religiosità, socialità e innovazioni che hanno segnato la storia dei borghi astigiani.