Crisi occupazionale

Konecta mette a rischio 300 posti di lavoro ad Asti

Per il 15 settembre previsto un tavolo tra azienda e sindacati sulle eccedenze

Konecta mette a rischio 300 posti di lavoro ad Asti

Konecta Italia ha annunciato un piano di riorganizzazione che prevede un'eccedenza complessiva di 670 posizioni a livello nazionale. La comunicazione diffusa l'11 settembre indica 600 esuberi tra il personale operativo e altri 70 nell'area dello staff. Nel sito di Asti sarebbero circa 300 i posti di lavoro messi in discussione.

La vicenda preoccupa il territorio e le numerose famiglie coinvolte. A intervenire è stato Mario Malandrone, esponente di Ambiente Asti, che ha chiesto di mantenere alta l'attenzione delle istituzioni sulla situazione. Secondo Malandrone, l'entità degli esuberi non può essere considerata una normale riorganizzazione aziendale, perché rischia di produrre conseguenze rilevanti sul piano occupazionale e sociale.

Le ragioni indicate dall'azienda

Tra le motivazioni richiamate da Konecta figurano il cambiamento del settore dei servizi di assistenza, la contrazione dei volumi determinata dalle nuove dinamiche tecnologiche e l'aumento dell'incidenza del costo del personale sui prezzi di vendita. Elementi che, secondo l'azienda, renderebbero necessaria una revisione dell'organizzazione e delle attività.

Il confronto riguarda in particolare l'impatto della trasformazione digitale sul lavoro. Malandrone ha sostenuto che l'evoluzione tecnologica non debba tradursi in un costo scaricato esclusivamente sui dipendenti. La richiesta è di accompagnare il cambiamento con strategie industriali, investimenti, formazione e strumenti capaci di sostenere le persone coinvolte nella transizione.

Il confronto con i sindacati

Il prossimo appuntamento è fissato per il 15 settembre, quando è previsto un tavolo tra i vertici di Konecta e le organizzazioni sindacali. L'incontro rappresenterà un passaggio importante per verificare le prospettive occupazionali e le possibili alternative agli esuberi annunciati.

In vista del confronto, Ambiente Asti ha rivolto un appello al Comune di Asti, alla Regione Piemonte e ai parlamentari del territorio, chiedendo un intervento tempestivo sulla vertenza. L'obiettivo indicato è coinvolgere le rappresentanze sindacali e utilizzare tutti gli strumenti disponibili per difendere l'occupazione.

La richiesta comprende anche la verifica di ogni possibile soluzione industriale in grado di ridurre l'impatto della riorganizzazione e scongiurare i licenziamenti. Per l'esponente di Ambiente Asti, i 300 posti di lavoro interessati dalla situazione non sono soltanto un dato numerico, ma rappresentano reddito, dignità e futuro per il territorio astigiano.