Ricordo professionale

Muore Mario Monti, farmacista tra tradizione e innovazione

La Farmacia Centrale perde il suo titolare, impegnato per anni nell’attività familiare e nel sostegno alle nuove generazioni.

Muore Mario Monti, farmacista tra tradizione e innovazione

Asti dice addio a Mario Monti, storico titolare della Farmacia Centrale e professionista conosciuto da molti cittadini per la competenza e la disponibilità. La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità e nell’attività che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per il territorio.

Una scelta nel solco della famiglia

Monti proveniva da una famiglia legata al mondo farmaceutico. Il padre, Vittorio Monti, era a sua volta un farmacista apprezzato a Mombaruzzo. Dopo gli studi al Collegio Don Bosco e la laurea in Farmacia conseguita all’Università di Pavia, Mario aveva scelto di proseguire il percorso professionale familiare, dedicandosi all’attività con passione e attenzione.

Dal 2009 aveva affiancato il padre nella gestione della Farmacia Centrale, condividendone in seguito la guida con il fratello Emanuele. Insieme avevano contribuito a custodire e sviluppare una realtà con oltre tre secoli di storia, mantenendone il legame con la città e accompagnandola nel tempo.

Il lavoro e l’attenzione al futuro

Nel quotidiano, Mario Monti seguiva in particolare il reparto prescrizioni e il laboratorio galenico, mettendo le proprie competenze al servizio delle esigenze della clientela. Il rapporto con le persone, fondato su garbo e professionalità, era uno degli aspetti più riconosciuti del suo impegno dietro al bancone.

Accanto alla formazione farmaceutica, coltivava interesse per informatica, design e comunicazione. Aveva così curato direttamente l’immagine grafica e la presenza sui social della farmacia, cercando un equilibrio tra la storia dell’attività e le nuove modalità di relazione con il pubblico.

Nel 2018, insieme al fratello e ad altri colleghi, aveva fondato Agifar Asti, associazione nata con l’obiettivo di sostenere e mettere in rete i giovani farmacisti della provincia. Con la sua scomparsa, il territorio perde una figura che aveva unito esperienza professionale, apertura all’innovazione e attenzione alle nuove generazioni.