Domenica 6 settembre il Palio tornerà a coinvolgere la città, con ventuno partecipanti tra rioni, borghi e comuni impegnati nella corsa e nel corteo storico. La manifestazione rappresenta uno degli appuntamenti centrali della tradizione astigiana e richiama ogni anno pubblico, contradaioli e visitatori. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha definito il Palio un’eredità capace di attraversare le generazioni, mentre il sindaco Maurizio Rasero ha sottolineato il legame tra la città e una giornata in cui, secondo le sue parole, il tempo sembra lasciare spazio alla galoppata.
Il programma si aprirà alle 10 nelle parrocchie cittadine con la benedizione dei cavalli e dei fantini. Alle 11, in piazza San Secondo, è prevista l’esibizione degli sbandieratori dell’A.S.T.A. Il momento più articolato della giornata sarà il corteo storico, in programma dalle 13.45 in piazza Cattedrale. La sfilata, composta da circa 1.200 figuranti, attraverserà via Caracciolo, piazza Cairoli, corso Alfieri, via Gobetti, piazza San Secondo, via Garibaldi e via Gardini, fino a raggiungere piazza Alfieri.
Alle 16, nella stessa piazza, si correrà la corsa a pelo, suddivisa in tre batterie da sette cavalli. Una seconda esibizione degli sbandieratori è prevista alle 17, mentre alle 18 dovrebbe disputarsi la finale a nove, al termine della quale sarà assegnato il drappo dipinto da Marco Aru. A contendersi la vittoria saranno i ventuno partecipanti, tra cui il Borgo Don Bosco, vincitore della precedente edizione.
I temi della sfilata
Il corteo proporrà ricostruzioni dedicate a episodi, personaggi e aspetti della società medievale. Baldichieri porterà in scena i saperi femminili legati alle erbe e le accuse di stregoneria; San Silvestro racconterà il gioco del tennis dalle origini alla diffusione sotto i Visconti Orleans; San Paolo presenterà le casate nobiliari, tra Solaro e Alfieri. Viatosto sarà dedicato alle virtù francescane, mentre San Marzanotto rievocherà l’arrivo di Luchino Visconti ad Asti nel 1342.
San Secondo proporrà il passaggio della cometa del 1263; Santa Maria Nuova analizzerà le figure femminili dal profano al sacro e Canelli il rapporto tra femminile, natura e cicli lunari. Cattedrale approfondirà il ruolo delle campane nella devozione, nelle superstizioni e nell’ordine civile; San Pietro si concentrerà sul Battistero tra leggenda e storia. Moncalvo presenterà l’olio del Monferrato, mentre Castell’Alfero ricostruirà il ruolo della cavalleria tra aristocrazia e governo cittadino.
Tanaro Trincere Torrazzo sarà dedicato al corallo; Montechiaro alla rinascita di una comunità fedele ad Asti; Nizza Monferrato alla medicina e alla teoria dei quattro umori. San Lazzaro proporrà la Dormitio Virginis, San Martino San Rocco il commercio tra fiere europee e castelli del Roero, Torretta l’araldica legata a fauna e flora e Santa Caterina l’ordine promosso da Amedeo VI di Savoia. San Damiano racconterà la storia dello zucchero, da spezia rara a confetto nuziale, mentre Don Bosco chiuderà idealmente il percorso con il tema dell’unione e il richiamo alla corsa astese del 1275.