Rete assistenziale

Piemonte, ad Asti nove posti hospice ancora da attivare

Audizione in Consiglio regionale: la programmazione resta incompleta e le attese rischiano di allungarsi per pazienti e familiari.

Piemonte, ad Asti nove posti hospice ancora da attivare

La rete delle cure palliative in Piemonte necessita di un rafforzamento, sia per aumentare la disponibilità dei posti hospice sia per garantire una distribuzione più equilibrata delle strutture sul territorio. È quanto emerso durante l’audizione della Federazione Cure palliative e delle associazioni aderenti davanti alla Commissione Sanità del Consiglio regionale, convocata per esaminare le principali criticità del sistema piemontese.

A richiamare l’attenzione sulla situazione dell’Astigiano è stato il consigliere regionale del Partito democratico Fabio Isnardi, secondo il quale nella provincia non è stata ancora completata la programmazione dei posti letto hospice prevista dagli atti regionali. Il tema riguarda un servizio destinato ad accompagnare i pazienti e le loro famiglie nelle fasi più delicate della malattia, con interventi rivolti al controllo della sofferenza e alla qualità della vita.

La situazione nell’Astigiano

Secondo Isnardi, tra le previsioni delle delibere della Giunta regionale e i posti effettivamente attivi permane una differenza. Entro il 2024 avrebbero dovuto essere attivati in provincia ulteriori nove posti hospice, oltre a quelli già disponibili a Nizza Monferrato. Il consigliere chiede che il completamento avvenga nel capoluogo, così da ridurre gli spostamenti a carico dei pazienti e dei familiari.

La localizzazione delle strutture viene indicata come un elemento rilevante soprattutto per le persone con patologie complesse e per chi presta loro assistenza quotidiana. La presenza di un hospice ad Asti città potrebbe rendere più agevole la vicinanza dei congiunti e limitare i disagi legati ai trasferimenti, senza sostituire il ruolo dell’assistenza domiciliare e degli altri servizi territoriali.

Il fabbisogno regionale

La criticità non riguarda soltanto la provincia di Asti. In base ai dati richiamati durante l’audizione, in Piemonte sono attualmente disponibili 251 posti hospice. Una dotazione che consente di raggiungere gli standard minimi previsti dai Livelli essenziali di assistenza soltanto considerando il fabbisogno dei pazienti oncologici.

Le cure palliative, infatti, possono essere necessarie anche per persone con patologie neurologiche, cardiologiche, respiratorie e degenerative. Per questo, secondo il consigliere, il fabbisogno complessivo è più ampio di quello calcolato sulla sola componente oncologica. Il mancato avvio dei posti già programmati, avverte Isnardi, rischia di aggravare le liste d’attesa e di ritardare l’accesso alle prestazioni.

La disponibilità di letti rappresenta uno degli elementi della presa in carico, insieme alle cure a domicilio, al coordinamento tra i servizi sanitari e alla collaborazione con le strutture specializzate. La richiesta rivolta alla Regione Piemonte è quindi di dare seguito alla programmazione esistente e completare l’attivazione dei posti mancanti, con particolare attenzione alle esigenze del territorio astigiano.