Berzano di San Pietro sperimenta Terza Via Lab, un progetto rivolto alle persone con più di 65 anni ancora autosufficienti, ma che possono incontrare difficoltà nella gestione delle attività quotidiane. L’obiettivo è favorire la permanenza nella propria abitazione e mantenere i legami con la comunità, attraverso una rete di servizi, relazioni e strumenti tecnologici.
L’iniziativa è promossa dalla cooperativa sociale astigiana BMA, insieme alla cooperativa torinese Liberitutti e al Comune. Alla sperimentazione partecipano gli anziani che hanno scelto di aderire al percorso, chiamati a contribuire alla definizione delle soluzioni più adatte alle loro esigenze. Il progetto nasce anche dall’interesse dell’amministrazione comunale e del sindaco Mario Lupo per individuare forme di sostegno alternative al trasferimento in una struttura residenziale.
Le difficoltà della vita nei piccoli comuni
Con l’avanzare dell’età, vivere da soli in un centro di piccole dimensioni può diventare complesso anche in assenza di particolari problemi di salute. La riduzione dei servizi, gli spostamenti più difficili, la chiusura dei negozi e la concentrazione di ambulatori, farmacie e studi specialistici in pochi comuni possono incidere sull’autonomia personale.
Un ulteriore ostacolo è rappresentato dalla digitalizzazione delle procedure burocratiche e dei servizi, soprattutto per chi ha poca familiarità con computer e dispositivi tecnologici. In mancanza di un supporto adeguato, difficoltà circoscritte possono sommarsi fino a rendere necessario valutare il trasferimento in una struttura, anche quando non vi sono condizioni di non autosufficienza. La situazione coinvolge inoltre i caregiver, spesso impegnati ad assistere un familiare anziano mentre affrontano a loro volta difficoltà personali o legate all’età.
Una rete complementare ai servizi esistenti
Terza Via Lab non è destinato alle persone non autosufficienti e non intende sostituire i servizi sociali, sanitari e assistenziali già presenti. Il progetto punta invece a organizzare risposte a bisogni limitati e concreti, offrendo riferimenti a cui rivolgersi per ottenere un aiuto pratico o un ascolto.
La fase iniziale prevede la coprogettazione tra le cooperative, il Comune e gli anziani coinvolti. Prima dell’introduzione degli strumenti più avanzati saranno attivati sportelli con personale formato, un numero sempre disponibile e servizi di accompagnamento. Tra gli interventi ipotizzati figurano il supporto negli spostamenti verso le visite, le consegne a domicilio e altre attività utili nella gestione della quotidianità.
Il percorso potrà coinvolgere anche case di riposo, strutture di housing, servizi sociali e amministrazioni comunali, senza sovrapporsi alle competenze degli operatori specializzati. Oltre alla soluzione dei singoli problemi, l’iniziativa mira a costruire relazioni stabili e a ridurre l’isolamento di chi non ha familiari vicini o non può sostenere i costi di un’assistenza professionale.
La piattaforma e gli strumenti tecnologici
Il punto di arrivo è una piattaforma digitale unificata, progettata per essere accessibile anche agli utenti meno abituati alla tecnologia. Gli anziani saranno accompagnati nell’apprendimento, così da poter utilizzare i servizi senza che le competenze digitali diventino un nuovo ostacolo.
Tra le prospettive indicate ci sono anche dispositivi da integrare nelle abitazioni, come rilevatori di gas, sistemi antincendio, telecamere, strumenti di telemedicina e un numero di emergenza attivo 24 ore su 24. Le soluzioni dovranno essere calibrate sulle caratteristiche delle singole persone, mantenendo il loro coinvolgimento nella progettazione. L’impostazione del progetto combina quindi strumenti organizzativi e tecnologia con una presenza umana continuativa, per sostenere autonomia, sicurezza e fiducia nel poter continuare a vivere a casa.