Sicurezza rurale

Spari vicino alle case, a Cortazzone cresce la protesta

Un’abitante riferisce colpi vicino alle abitazioni: dopo l’intervento dell’Arma, annunciata una raccolta firme.

Spari vicino alle case, a Cortazzone cresce la protesta

È tensione a Cortazzone per le modalità con cui, secondo la testimonianza di un residente, si svolgerebbero alcune battute di caccia nelle vicinanze delle abitazioni e dei fondi agricoli. Il segnalatore, che ha chiesto di restare anonimo per tutelare sé stesso e la propria famiglia e che riferisce di avere ricevuto minacce dopo l’episodio, sostiene di farsi portavoce delle preoccupazioni condivise da diverse famiglie della zona.

L’ultimo caso si è verificato nel primo pomeriggio di mercoledì, attorno alle 14.30. Gli spari sarebbero stati esplosi a ridosso delle case e delle proprietà agricole, mentre un cinghiale è stato abbattuto direttamente su una strada pubblica. Secondo il racconto raccolto, i colpi sarebbero partiti da un versante all’altro della carreggiata, a brevissima distanza da una donna che stava transitando a piedi e che si sarebbe trovata improvvisamente nella traiettoria delle armi. La passante, sempre secondo la testimonianza, è rimasta profondamente scossa.

Le distanze previste dalle norme

Il quadro normativo richiamato dai residenti stabilisce limiti precisi per l’attività venatoria in prossimità di abitazioni e vie di transito. Quando il tiro è diretto verso case o strade, la distanza indicata è superiore a 150 metri. In direzione opposta, il limite minimo sarebbe invece di 100 metri dagli edifici e di 50 metri dalle strade carrabili. Il segnalatore sostiene che tali distanze verrebbero violate con frequenza in una vallata stretta, caratterizzata dalla presenza di case, aziende agricole e vie di passaggio.

La preoccupazione della comunità sarebbe alimentata anche da episodi precedenti. In uno di questi, una residente che passeggiava con il cane avrebbe visto un’auto con a bordo alcuni cacciatori accostarsi lungo la strada, con le armi pronte a sparare a pochi metri da lei. Dopo avere contestato il pericolo, la donna avrebbe ricevuto insulti. Il residente precisa di non essere contrario alla caccia in quanto tale, ma di chiedere il rispetto delle regole e la tutela dell’incolumità pubblica.

Carabinieri e sindaco sul posto

Dopo l’abbattimento del cinghiale sono intervenuti i militari della stazione dei Carabinieri di Montafia e il sindaco Federico Tolio, arrivato per verificare direttamente la situazione. La carcassa dell’animale sarebbe rimasta a bordo strada per circa due ore e mezza. La circostanza ha suscitato ulteriori timori tra gli abitanti, anche in relazione ai rischi igienico-sanitari collegati al contenimento della peste suina africana.

Di fronte a quella che viene descritta come una situazione ormai difficile da sostenere, i residenti hanno annunciato iniziative formali. È stato predisposto un esposto ai carabinieri e si prepara una raccolta firme da sottoporre all’amministrazione comunale. L’obiettivo è chiedere l’istituzione di zone cuscinetto attorno alle aree abitate, così da aumentare la distanza tra le abitazioni e le attività venatorie. Le immagini trasmesse a corredo della segnalazione mostrano la carcassa dell’ungulato, resa non riconoscibile per tutelare la sensibilità dei lettori.