La vendemmia 2026 nel territorio del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato si apre con prospettive positive sul piano produttivo. Le vigne hanno reagito a una stagione caratterizzata da condizioni climatiche variabili e le prime stime indicano una raccolta equilibrata, in linea con il potenziale dell’area, sia sotto il profilo quantitativo sia sotto quello qualitativo. Il quadro è stato illustrato a Costigliole d’Asti, dove il Consorzio ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà economiche che interessano le imprese del comparto.
Alle previsioni favorevoli per la raccolta si contrappone infatti un contesto segnato dalla contrazione dei consumi, dalla pressione sui prezzi, dall’aumento delle giacenze e da una crescente incertezza produttiva. Per il Consorzio, la sostenibilità economica delle aziende agricole rappresenta una condizione essenziale per garantire continuità alla viticoltura e tutelare il reddito dei produttori.
La richiesta di un confronto nazionale
Il presidente Filippo Mobrici ha sottolineato che i risultati della vendemmia non sono sufficienti, da soli, a garantire il futuro del settore. Secondo il Consorzio, occorre assicurare alle imprese la possibilità di generare valore e ai viticoltori un reddito sostenibile e dignitoso. Per affrontare il calo della domanda, le conseguenze del cambiamento climatico e gli squilibri tra produzione e mercato, l’organizzazione propone la convocazione degli Stati Generali del vino.
L’obiettivo è riunire allo stesso tavolo istituzioni, a partire dalla Regione Piemonte, organizzazioni di rappresentanza, consorzi, imprese e distribuzione. Il confronto dovrebbe servire a individuare strumenti concreti per rafforzare la competitività delle aziende, sostenere i produttori, valorizzare le denominazioni e offrire prospettive alle nuove generazioni interessate a investire nel comparto.
Il valore del paesaggio e dell’enoturismo
Per il Consorzio, la crisi del settore non riguarda soltanto i bilanci delle aziende. I viticoltori contribuiscono alla manutenzione del paesaggio, alla salvaguardia delle colline e dei borghi del patrimonio UNESCO, oltre a sostenere un modello di enoturismo considerato rilevante per lo sviluppo del territorio. Un eventuale abbandono delle vigne, viene sottolineato, avrebbe conseguenze anche sull’occupazione, sulla produzione agricola e sulla conservazione del patrimonio culturale e paesaggistico.
L’organizzazione ha confermato l’impegno nella promozione delle denominazioni e nella costruzione di un percorso condiviso fondato su qualità, innovazione e sostenibilità economica. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, fondato nel 1946, riunisce oltre 430 aziende e tutela 12 denominazioni, con attività rivolte ai mercati nazionali e internazionali.