Diritti negati

Caporalato nell’Astigiano, la denuncia della Flai Cgil

Letizia Capparelli sollecita verifiche incrociate, protezione per chi parla e controlli sugli alloggi destinati agli occupati.

Caporalato nell’Astigiano, la denuncia della Flai Cgil

Le condizioni di lavoro emerse nelle campagne del territorio astigiano vengono definite intollerabili dalla Flai Cgil. A intervenire è Letizia Capparelli, segretaria provinciale del sindacato, dopo l’operazione condotta nei giorni scorsi dai Carabinieri della Stazione di Moncalvo insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Asti.

Secondo quanto riferito dalla sindacalista, l’attività avrebbe portato alla luce una situazione di grave sfruttamento ai danni di lavoratori stranieri arrivati in Italia alla ricerca di un’occupazione. Tra gli elementi indicati figurano compensi di poco più di 2 euro l’ora, giornate di lavoro particolarmente lunghe, il ritiro dei documenti di identità e l’assenza di adeguate misure di sicurezza e formazione.

Alloggi degradati e controlli

La ricostruzione della Flai Cgil riguarda anche le condizioni abitative delle persone coinvolte. Secondo il sindacato, decine di lavoratori sarebbero state ospitate in ambienti fatiscenti, con materassi appoggiati a terra e impianti elettrici realizzati in modo precario. Le circostanze descritte, precisa la sigla, sarebbero emerse nell’ambito dell’operazione svolta dai militari e dagli ispettori del lavoro.

Per Capparelli non si tratterebbe di episodi isolati, ma di un fenomeno riconducibile all’intermediazione illecita e al caporalato. La segretaria provinciale sostiene che il contrasto debba affiancare all’azione repressiva strumenti permanenti di prevenzione e vigilanza, in grado di intercettare le situazioni di sfruttamento prima che assumano dimensioni più gravi.

La richiesta di una strategia strutturale

La Flai Cgil ha espresso apprezzamento per l’intervento dell’Arma dei Carabinieri e del NIL, ma ha chiesto di rafforzare i controlli. Secondo il sindacato, non dovrebbe essere necessario attendere il viavai sospetto notato da un privato cittadino per far emergere condizioni di questo tipo.

Tra le proposte indicate figurano controlli incrociati lungo la filiera agricola, la verifica dei dati su manodopera, produzione e trasporti e il monitoraggio degli alloggi destinati ai lavoratori. La Flai Cgil chiede inoltre di rendere pienamente operative le Reti del Lavoro Agricolo di Qualità, considerate uno strumento utile per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento.

Per il sindacato, il fenomeno avrebbe effetti anche sull’economia locale: il lavoro nero e la violazione dei diritti, sostiene Capparelli, danneggerebbero le persone vulnerabili e determinerebbero una concorrenza sleale nei confronti delle aziende agricole che rispettano contratti e regole. La Flai Cgil ha infine ribadito l’impegno nella tutela dei lavoratori, chiedendo continuità nei controlli e garanzie per le vittime che decidono di denunciare.