Gaza e Cisgiordania

Studentessa incontra il patriarca: un dialogo per la pace

A Pavia, Benedetta Marchelli ha chiesto indicazioni concrete ai giovani davanti alla crisi umanitaria.

Studentessa incontra il patriarca: un dialogo per la pace

Un confronto sul significato concreto della pace e sul ruolo delle nuove generazioni. È quello vissuto da Benedetta Giulia Marchelli, ex alunna dell’istituto Nostra Signora delle Grazie di Nizza Monferrato e futura animatrice del centro estivo locale, che ha incontrato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme.

L’appuntamento si è svolto lo scorso 28 agosto nel vescovado di Pavia. Al faccia a faccia hanno partecipato anche i genitori della ragazza e suor Paola Cuccioli. L’incontro è nato dalla volontà della giovane di rivolgersi direttamente a una figura impegnata sul campo per comprendere quale contributo possano offrire i ragazzi di fronte alle crisi e all’indifferenza.

La lettera al patriarcato

Il percorso era iniziato in primavera, quando Benedetta aveva scritto al patriarcato latino di Gerusalemme. Nella lettera, inviata all’inizio di aprile, chiedeva al cardinale, impegnato nell’assistenza alla popolazione di Gaza, che cosa potessero fare concretamente i giovani per contribuire alla costruzione della pace, in una fase segnata dalla drammatica situazione del Medio Oriente.

La risposta di Pizzaballa, arrivata prima dell’incontro, sottolineava che la pace non dipende soltanto dalle istituzioni o dalle decisioni dei vertici politici. Secondo il patriarca, un ruolo importante spetta anche ai comportamenti quotidiani e ai piccoli gesti di empatia che ciascuno può mettere in pratica. Un’indicazione rivolta soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a coltivare gentilezza, onestà e lealtà, oltre alla capacità di chiedere perdono.

Il racconto della situazione umanitaria

Durante il colloquio, il cardinale ha descritto la realtà vissuta dalla popolazione nei territori palestinesi. La situazione umanitaria a Gaza e in Cisgiordania è stata definita drammatica e complessa, con conseguenze profonde anche sulla vita dei più giovani e sulle possibilità di incontro e formazione.

Tra gli elementi riferiti alla studentessa c’è la distruzione degli spazi destinati alle attività giovanili, comprese le università. In alcuni casi, ha spiegato Benedetta, il patriarca e i bambini della Striscia sono costretti a incontrarsi e parlare tra le macerie. Nonostante le condizioni estreme, resta però la volontà di mantenere vivo il coraggio e di immaginare un futuro diverso.

Per la giovane di Nizza Monferrato, il colloquio ha rappresentato un passaggio significativo nel proprio percorso di crescita personale e civile. L’esperienza le ha permesso di comprendere più direttamente le conseguenze dei conflitti e il peso delle atrocità che colpiscono le popolazioni coinvolte. Da qui la convinzione che una riconciliazione sana e duratura sia necessaria non solo per il presente, ma anche per le generazioni future.