Numeri e tutele

Piemonte tra le regioni più interessate al gioco online illegale

L’indagine quinquennale rileva un ricorso significativo a operatori privi di concessione italiana

Piemonte tra le regioni più interessate al gioco online illegale

Il Piemonte è tra le regioni italiane in cui si concentra il maggior numero di ricerche online legate al gioco d’azzardo fuori dal circuito autorizzato. Il dato emerge da un’analisi realizzata da Casinos.com sui trend di Google degli ultimi cinque anni, prendendo in esame quattro parole chiave utilizzate per raggiungere siti privi di licenza italiana.

Le ricerche dal Piemonte

La voce più rilevante per il territorio piemontese è Telegram casino. La regione ha totalizzato 66 punti, collocandosi al quinto posto nazionale insieme ad altre sette regioni. Il gruppo di testa, composto da Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Lazio, ha invece raggiunto quota 100. La formula analizzata richiama i canali di messaggistica attraverso i quali possono essere diffusi collegamenti a portali non autorizzati.

Per la ricerca casinò non AAMS, espressione usata per individuare operatori senza autorizzazione, il Piemonte si è posizionato al dodicesimo posto con 74 punti. Si tratta del secondo valore più alto nel Nord Italia, dietro alla Lombardia, che ha raggiunto 80 punti, mentre la graduatoria nazionale è guidata dalla Basilicata con 100 punti. Per la stringa trucchi slot il Piemonte ha ottenuto 40 punti, al nono posto insieme all’Umbria. La regione non compare invece nella selezione relativa alla ricerca casinò stranieri.

Il fenomeno dei portali senza licenza

Secondo il report dell’Osservatorio sul Gioco Online Illegale di Data Room Nexus, i servizi di messaggistica permettono agli operatori di comunicare rapidamente i nuovi domini attivi dopo gli oscuramenti disposti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’osservatorio ha monitorato quasi mille siti nel primo semestre del 2026, rilevando 37,2 milioni di accessi da parte di circa 9,2 milioni di italiani.

La raccolta stimata attraverso questi portali è stata di 1,5 miliardi di euro in sei mesi, pari a circa 3 miliardi su base annua. Si tratta di siti privi delle garanzie previste dal circuito legale: non impongono necessariamente limiti di deposito, possono non verificare la maggiore età degli utenti e non assicurano il pagamento delle eventuali vincite.

Daniele Alfieri, responsabile Media & PR di Casinos.com, ha spiegato che i dati sulle ricerche consentono di osservare il lato della domanda e di individuare le aree in cui il fenomeno risulta più intenso. L’analisi, ha aggiunto, può essere utile alle attività di prevenzione e informazione sulla differenza tra operatori autorizzati e soggetti privi di tutele.

Lo studio è stato condotto sulle ricerche effettuate in Italia attraverso Google nell’arco di cinque anni. Per ciascuna delle quattro parole chiave considerate è stata calcolata la concentrazione relativa su una scala da 0 a 100, utilizzando elaborazioni realizzate con lo strumento Ahrefs.