Economia e lavoro

Crescita Pil Piemonte 2026: trainano costruzioni e turismo, ma siamo sotto medi italiani ed europei

Il Piemonte cresce dello 0,86%, ma l'occupazione segna un calo e l'inflazione risale al 3%.

Crescita Pil Piemonte 2026: trainano costruzioni e turismo, ma siamo sotto medi italiani ed europei

Il Pil del Piemonte nel secondo trimestre del 2026 mostra un incremento dello 0,86% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnando un terzo trimestre consecutivo di crescita. Questa performance, sebbene positiva, si colloca al di sotto del dato nazionale di 1% e della media dell’Unione Europea, pari anch’essa a 1%.

L’analisi è stata fornita dal PILNOW, indice sviluppato dal Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino, che prevede i dati economici ufficiali con un anticipo di almeno dodici mesi. Il Piemonte risente degli effetti indiretti del conflitto in Medio Oriente, che non sono ancora pienamente incorporati nei dati economici, come si evince dall’andamento dei costi dei fertilizzanti e dei trasporti.

Crescita e occupazione: un quadro contrastante

Il Pil pro capite piemontese ha raggiunto circa 40.200 euro, superando leggermente la media italiana di 39.000 euro, ma risultando distante dai principali poli europei come Lione e Monaco di Baviera, che superano rispettivamente i 47.000 euro e 70.000 euro. Nonostante ciò, il Piemonte deve ancora recuperare 5 miliardi di PIL reale ai prezzi del 2015 per tornare ai livelli del 2008.

La situazione occupazionale risulta critica, con un calo tendenziale del 1,3%, un dato molto peggiore rispetto a quello nazionale di 0,2%. Il numero degli occupati si attesta a 1.844.000, con una diminuzione di 35.000 unità rispetto al picco del 2025. Positivo, invece, è il settore delle costruzioni, che segna un incremento dell’ 1,6%.

Inflazione e credito al consumo

Il tasso di inflazione regionale è risalito al 3%, superando il target della BCE, spinto soprattutto dall’aumento dei costi nei servizi di abitazione e trasporti. I consumi delle famiglie rimangono stabili, con un incremento induttivo stimato dello 0,3%, evidenziando una spesa sostenuta, probabilmente a scapito dei risparmi.

Il credito al consumo ha mostrato una crescita del 4,6% nominale, confermando il supporto alle spese familiari, con un stock di 14,1 miliardi che rappresenta l’ 8,7% del PIL regionale. Tuttavia, i prestiti alle imprese crescono solo dell’ 1,4%, mostrando un ritmo inadeguato rispetto all’attuale situazione inflazionistica.