Serata astigiana

Al Rotary di Asti il volto umano di Vittorio Alfieri

La presidente della Fondazione Centro Studi ha ripercorso la giovinezza irrequieta del poeta, tra libertà, privilegio e formazione.

Al Rotary di Asti il volto umano di Vittorio Alfieri

Giulia Carluccio, presidente della Fondazione Centro Studi Alfieriani, è stata ospite martedì della serata conviviale organizzata dal Rotary Club Asti. L’incontro si è svolto al ristorante Ca’ Vittoria di Tigliole, dove la docente ha tenuto una conferenza dedicata a Vittorio Alfieri e alla possibile attualità della sua figura per le nuove generazioni.

Un ritratto senza retorica

Il titolo dell’intervento, Vittorio Alfieri, spirito libertario e avventuroso. Un esempio per i nostri giovani?, ha offerto alla relatrice l’occasione per proporre un’immagine del grande trageda astigiano lontana dalle rappresentazioni celebrative. Accompagnata dalla direttrice della Fondazione, Carla Forno, Carluccio si è concentrata soprattutto sulla gioventù irrequieta dell’autore, mettendone in luce contraddizioni, slanci e inquietudini.

Alfieri, è stato sottolineato nel corso della conferenza, non fu un modello di equilibrio: era impaziente, orgoglioso, contraddittorio e spesso eccessivo. Proprio questi tratti, secondo la relatrice, contribuiscono però a rendere ancora comprensibile la sua esperienza. Nato in una famiglia nobile e benestante, il poeta ebbe accesso a una condizione privilegiata, ma seppe anche rinunciare a diversi segni distintivi del proprio status.

Tra le rinunce ricordate durante la serata ci fu quella alle proprietà immobiliari, scelta collegata alla volontà di non sentirsi vassallo di alcun re e di poter esprimere liberamente le proprie opinioni. La vicenda personale di Alfieri è stata così presentata come un percorso di trasformazione: l’irrequietezza diventò ricerca, il privilegio si tradusse in responsabilità e una formazione giovanile giudicata insufficiente alimentò un continuo desiderio di apprendimento.

Il progetto per il cinema

Carlucci, già pro rettrice dell’Università di Torino, dove insegna cinema, fotografia, televisione e media, e attuale vicepresidente di Film Commission Torino Piemonte, ha parlato anche del rapporto tra la figura di Alfieri e il mondo audiovisivo. La presidente della Fondazione Centro Studi Alfieriani ha espresso l’auspicio di vedere presto la sua vita avventurosa raccontata sul grande o sul piccolo schermo.

Un eventuale progetto cinematografico o televisivo, secondo quanto emerso, potrebbe contribuire a far conoscere ulteriormente la storia dell’illustre astigiano e a dare visibilità anche alla città di Asti. Al termine dell’incontro, il presidente del Rotary, Franco Calcagno, ha consegnato a Giulia Carluccio il gagliardetto del club e una magnum di vino astigiano.