Patrimonio storico

Palazzo Ottolenghi, l’opposizione denuncia guano e degrado ad Asti

I consiglieri chiedono controlli dell’Asl e della Soprintendenza sull’edificio e sulle aree deteriorate

Palazzo Ottolenghi, l’opposizione denuncia guano e degrado ad Asti

Palazzo Ottolenghi, uno degli edifici storici più importanti del centro di Asti, è al centro di una denuncia politica sullo stato di manutenzione di alcune aree del complesso. I consiglieri comunali di minoranza del gruppo Uniti si può, Vittoria Briccarello e Mauro Bosia, segnalano la presenza di sporcizia diffusa, pavimenti ricoperti di guano e stanze accessibili ai volatili.

La situazione, documentata da immagini relative al piano superiore, al primo piano e al cortiletto interno, viene presentata dall’opposizione come un problema che va oltre il semplice decoro. Secondo i consiglieri, le condizioni riscontrate pongono interrogativi sulla manutenzione dell’immobile e sui possibili profili igienico-sanitari, oltre che sulla tutela degli elementi di pregio conservati all’interno.

Il piano di riqualificazione

Nel mirino della contestazione c’è in particolare la gestione del programma Asti Vino e Cultura – Palazzo Ottolenghi, sostenuto da fondi pubblici e destinato alla riqualificazione del complesso. Briccarello e Bosia sottolineano il contrasto tra gli annunci legati all’intervento, gli stanziamenti e i progetti illustrati negli elaborati e le condizioni che, a loro giudizio, interessano alcune parti dell’edificio.

La presenza dei volatili, aggiungono i due esponenti della minoranza, non sarebbe un fenomeno recente. Nei documenti tecnici relativi al lotto esecutivo, compresi i piani di miglioria per le opere edili, è prevista la posa di dissuasori antipiccione lungo i prospetti affacciati su corso Alfieri e via San Martino. Per l’opposizione, il problema era quindi già noto ai progettisti e all’amministrazione comunale.

Le richieste dell’opposizione

I consiglieri chiedono chiarimenti sulla gestione del cantiere e delle parti non direttamente interessate dai lavori. Tra le questioni sollevate figurano l’individuazione dei soggetti responsabili della pulizia e della bonifica del guano e le modalità con cui vengono protetti arredi, arazzi, affreschi e altri elementi storico-artistici presenti nelle sale.

Secondo Uniti si può, il recupero di un bene storico non può limitarsi agli spazi utilizzati per le cerimonie pubbliche, ma deve comprendere l’intero complesso e garantirne nel tempo condizioni dignitose. Per questo i consiglieri sollecitano l’intervento dell’Asl per una verifica dei profili sanitari e un’ispezione della Soprintendenza sullo stato di conservazione delle parti degradate e sulle misure di tutela necessarie.

La denuncia riguarda anche l’area circostante Palazzo Ottolenghi. I rappresentanti della minoranza citano le condizioni del marciapiede nei pressi del complesso Quintino Sella e quelle del seicentesco Palazzo Della Rovere. Da qui la richiesta di risposte trasparenti e tempestive da parte dell’amministrazione comunale sulla manutenzione degli spazi e sulla salvaguardia del patrimonio pubblico.