Il tema delle alte temperature nelle aule è arrivato all’ultima seduta del Consiglio comunale di Asti, con un confronto sulla vivibilità degli edifici destinati all’istruzione. Al centro della discussione è finita la scuola Jona, oggetto delle segnalazioni di diverse famiglie per il caldo registrato all’interno delle classi.
L’assessore Stefania Morra ha spiegato che l’amministrazione è già a conoscenza della situazione e che il tema era stato affrontato anche in una precedente interpellanza. In collaborazione con la dirigenza scolastica sono state adottate alcune misure immediate per contenere il disagio degli studenti e del personale.
Tra gli interventi indicati figurano l’installazione di tende oscuranti per ridurre l’irraggiamento diretto, la gestione dei flussi d’aria attraverso l’apertura mirata dei corridoi e lo spostamento temporaneo delle classi nelle aule considerate più fresche, orientate verso il lato nord dell’edificio.
I costi di un impianto
Secondo quanto riferito dall’assessore, il plesso, pur essendo tra le strutture più moderne della città, presenta criticità quando le temperature aumentano, anche nei periodi primaverili. L’installazione successiva di un sistema di climatizzazione avrebbe un costo stimato di 900mila euro per l’intero complesso.
La spesa, ha aggiunto Morra, non sarebbe coperta dai bandi ministeriali disponibili, orientati alla riqualificazione degli edifici e non al completamento di opere di recente realizzazione. Per questo il Comune sta valutando l’inserimento di schermature esterne in grado di limitare il surriscaldamento delle superfici vetrate.
Le critiche dell’opposizione
Di segno opposto l’intervento del consigliere del Movimento 5 Stelle Massimo Cerruti, che ha contestato la progettazione originaria dell’immobile. A suo giudizio, è inaccettabile realizzare una struttura nuova senza prevedere fin dall’inizio un sistema integrato per il raffrescamento, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici.
Cerruti ha criticato il ricorso a ventilatori e tendaggi, ritenuti soluzioni temporanee non sufficienti a risolvere il problema. Il consigliere ha inoltre sostenuto che l’impianto avrebbe potuto essere inserito nel progetto iniziale utilizzando i ribassi d’asta, evitando così di affrontare in un secondo momento una spesa considerata troppo elevata.
La richiesta rivolta alla giunta è di superare gli interventi provvisori e di definire una programmazione di lungo periodo per adeguare gli edifici scolastici alle nuove condizioni climatiche. Il confronto in aula ha quindi riportato al centro il rapporto tra progettazione, costi di gestione e capacità delle strutture pubbliche di garantire condizioni adeguate durante i periodi più caldi.