Comunità ferita

A Nizza Monferrato, 180 rose per i 18 anni di Zoe

Gli amici della ragazza hanno ripulito il luogo della tragedia, mentre la madre ha affidato ai social il proprio dolore.

A Nizza Monferrato, 180 rose per i 18 anni di Zoe

Il 6 ottobre Zoe Trinchero avrebbe compiuto 18 anni. In occasione del compleanno, gli amici più stretti e Andrea, compagno della madre, si sono ritrovati nel luogo in cui la giovane è morta lo scorso febbraio, a Nizza Monferrato, per prendersi cura del piccolo altare spontaneo nato dopo la tragedia.

Nel punto in cui Zoe ha perso la vita sono state collocate 180 rose fresche, un omaggio pensato per ricordare la ragazza e la festa che avrebbe dovuto accompagnare il suo ingresso nella maggiore età. Le persone che le volevano bene hanno ripulito e abbellito l’area, trasformando il luogo del dolore in uno spazio di memoria e affetto.

Il ricordo della madre

La madre, MarianAngela Audino, ha raccontato sui social la propria sofferenza e la gratitudine per il gesto degli amici. Non è riuscita a essere presente durante la preparazione dell’omaggio e ha spiegato di vivere ancora incubi e risvegli difficili, legati alla perdita della figlia.

Nel suo messaggio, la donna ha sottolineato come le rose rappresentino la bellezza, l’eleganza, la dolcezza e l’amore che Zoe suscitava in chi la conosceva. Ha ringraziato le persone che hanno lavorato per ore alla sistemazione dell’area, compreso il compagno Andrea e gli amici della giovane, tra cui Roby.

Audino ha ricordato anche la gattina Sissi, arrivata in un momento particolarmente difficile e diventata una presenza capace di aiutarla a restare e a trovare la forza per andare avanti. Un pensiero è stato rivolto pure a Iris, la più piccola della famiglia, rimasta colpita dalle immagini dell’omaggio floreale. La madre ha concluso esprimendo la speranza che tutto l’amore dimostrato dalla comunità possa essere arrivato fino a Zoe.

La notte della tragedia

Il gesto degli amici riporta alla vicenda avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 2026. Zoe, che sognava di diventare psicologa e lavorava part-time al bar della stazione, aveva terminato il turno alle 21 e aveva poi raggiunto alcuni amici per trascorrere la serata.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, intorno alle 23.30 la ragazza si era allontanata con Alex Manna, all’epoca diciannovenne. Il rifiuto di un approccio sessuale avrebbe provocato la violenza: il giovane l’avrebbe colpita al volto, afferrata al collo e spinta oltre una balaustra, facendola cadere per circa quattro metri nel rio Nizza.

Gli accertamenti medico-legali hanno stabilito che Zoe era ancora viva quando è finita nel fango e nella poca acqua del canale. La causa del decesso è stata l’annegamento, avvenuto prima che i soccorsi potessero intervenire.

Le indagini hanno inoltre fatto emergere un tentativo di depistaggio. In un primo momento Manna avrebbe accusato falsamente Naudy Carbone, musicista estraneo ai fatti. Una folla si era radunata sotto l’abitazione dell’uomo e i carabinieri erano intervenuti per proteggerlo. Messo di fronte alle contraddizioni emerse nell’inchiesta, Manna ha poi confessato le violenze davanti al pubblico ministero della procura di Alessandria, Giacomo Ferrando.

A indagini concluse, il giovane deve rispondere di omicidio aggravato per motivi di genere, con la formalizzazione dell’accusa di femminicidio, e di calunnia. La famiglia di Zoe ha annunciato la costituzione di parte civile nei prossimi passaggi giudiziari. Intanto, a Nizza Monferrato e nel territorio astigiano, il ricordo della ragazza resta affidato anche alle 180 rose deposte nel luogo della sua morte.