Tumore pancreatico

Una raccolta da Asti per le cure di Franca negli Stati Uniti

La sessantenne è ricoverata al Cardinal Massaia: i familiari puntano a una terapia non disponibile in Italia

Una raccolta da Asti per le cure di Franca negli Stati Uniti

Franca Fassio, 60 anni, residente ad Asti, sta affrontando un tumore al pancreas con metastasi al fegato. La donna è ricoverata all’ospedale Cardinal Massaia, mentre il marito Giuseppe Lo Monaco, i figli, le nipoti e il resto della famiglia cercano una possibilità terapeutica negli Stati Uniti.

Per sostenere i costi del percorso, le nipoti Alessia e Nicole Avezzano hanno avviato una raccolta fondi online. L’obiettivo è finanziare l’accesso al Daraxonrasib, un farmaco destinato a determinate forme di tumore pancreatico metastatico e non ancora autorizzato alla commercializzazione in Europa.

Dalla diagnosi alla ricerca di una nuova cura

La vicenda è iniziata all’inizio del 2024, con la diagnosi di tumore al pancreas. La famiglia si è rivolta prima a un centro specializzato di Verona e poi a Pisa, seguendo il percorso indicato dai medici. Dopo alcuni cicli di chemioterapia sembrava possibile procedere con un intervento chirurgico, ma un successivo controllo ha evidenziato la presenza di una metastasi al fegato.

A quel punto l’operazione non è stata più ritenuta possibile. Secondo il racconto dei familiari, le condizioni di Franca sono peggiorate rapidamente, con complicazioni, un progressivo indebolimento e diversi ricoveri. Il marito, indicato dalla famiglia con il nome di Beppe, ha continuato a consultare specialisti e a cercare soluzioni in diverse parti d’Italia.

La famiglia ha quindi individuato negli Stati Uniti una possibile alternativa nel Daraxonrasib, una terapia mirata somministrata in compresse e sviluppata per contrastare l’attività delle proteine RAS, coinvolte nella crescita di diversi tumori. Il 26 agosto 2026, secondo le informazioni riportate nel testo della raccolta, la Food and Drug Administration americana ha autorizzato il farmaco per pazienti adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico già sottoposti ad almeno una terapia sistemica o non candidabili a trattamenti sistemici combinati.

L’autorizzazione si basa anche sui risultati dello studio clinico RASolute 302, che ha coinvolto 500 pazienti. In Italia il farmaco è invece disponibile, al momento, soltanto nell’ambito di sperimentazioni cliniche per chi rispetta i criteri previsti dai protocolli. L’Agenzia europea per i medicinali sta valutando i dati e, secondo quanto riferito dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, è stata avviata un’interlocuzione con l’azienda produttrice per esaminare un possibile programma nazionale di uso compassionevole.

Il costo della terapia e la raccolta fondi

Per raggiungere gli Stati Uniti, la famiglia deve affrontare un impegno economico molto elevato. Secondo le informazioni contenute nella campagna, il solo farmaco costa quasi 40mila dollari al mese. A questa cifra si aggiungono le visite, i trasferimenti, il viaggio e la permanenza oltreoceano.

Alessia e Nicole stanno coordinando la raccolta, con l’obiettivo di coprire il maggior numero possibile di mesi di terapia. Stando a quanto dichiarato nella campagna, le somme ricevute vengono destinate direttamente alla famiglia e utilizzate per le spese legate alle cure di Franca.

La richiesta di sostegno è rivolta alla comunità astigiana e a chiunque voglia contribuire. La campagna, intitolata L’ultima speranza per Franca: una cura oltreoceano, è stata pubblicata su GoFundMe. La famiglia punta a raccogliere le risorse necessarie per tentare il trattamento negli Stati Uniti, nella speranza che nel frattempo il farmaco possa diventare accessibile anche in Italia.