La proposta di intitolare la stazione di Asti a Papa Francesco, avanzata dal sindaco Maurizio Rasero insieme a Carla Rabezzana, cugina del pontefice, riapre il confronto sul futuro dello scalo ferroviario cittadino. L’idea, definita rispettabile, è stata accolta con attenzione dal consigliere comunale Mario Malandrone, che ha però invitato l’amministrazione a concentrarsi prima sui problemi ancora irrisolti nei rapporti con il sistema ferroviario.
Le criticità dello scalo
Secondo Malandrone, il nodo principale riguarda la capacità del Comune di instaurare un dialogo concreto con i vertici delle Ferrovie. Il consigliere richiama le barriere antirumore attese a San Fedele, le condizioni degli scali e delle aree ferroviarie, trasformati in parte in parcheggi a pagamento, e le difficoltà che continuano a interessare i collegamenti e i pendolari.
Nel quadro tracciato dall’esponente politico rientra anche la situazione del Ferrohotel, struttura abbandonata da circa quindici anni. A questa si aggiunge, secondo la sua analisi, il progressivo svuotamento della stazione: attività commerciali chiuse, spazi inutilizzati e una riduzione dei servizi disponibili. Tra le opere ancora attese viene indicata anche la ciclostazione.
Le questioni elencate portano Malandrone a mettere in discussione l’operato dell’amministrazione guidata da Rasero, in carica da quasi dieci anni. Il consigliere osserva che, alla luce delle difficoltà più volte denunciate nel rapporto con la società ferroviaria, potrebbe risultare paradossalmente più semplice ottenere il cambio di denominazione dello scalo che affrontare gli interventi necessari a migliorarne infrastrutture e servizi.
Il significato dell’intitolazione
Malandrone non contesta il valore del possibile omaggio a Papa Francesco, figura legata alle origini astigiane e descritta come portatrice di un messaggio universale di pace, giustizia sociale, accoglienza e attenzione alle persone più fragili. Il punto, per il consigliere, è fare in modo che l’intitolazione non si limiti a un atto formale o alla posa di una targa.
La proposta è quindi accompagnata dalla richiesta di individuare un luogo o un progetto capace di tradurre concretamente quei valori nella vita quotidiana della città. Accoglienza, inclusione e opportunità sociali, sostiene Malandrone, potrebbero rappresentare il contenuto reale del ricordo del pontefice, rendendo visibile il suo insegnamento attraverso un’opera utile alla comunità.
Il confronto resta dunque aperto su due piani: da una parte l’eventuale intitolazione della stazione, dall’altra la necessità di affrontare le carenze dello scalo e dei collegamenti ferroviari. Per il consigliere, onorare Papa Francesco significa non soltanto aggiungere il suo nome a una targa, ma lasciare ad Asti un intervento capace di produrre effetti concreti e duraturi.