Barriere civiche

Ascensore guasto ad Asti, Consiglio senza piena accessibilità

Un’assessora ha seguito i lavori da remoto; il problema si protrae da settimane.

Ascensore guasto ad Asti, Consiglio senza piena accessibilità

Tornano al centro del dibattito le condizioni di accessibilità di Palazzo Civico ad Asti, in piazza San Secondo. A sollevare la questione è la Lista Civica QUI, che in un comunicato segnala il mancato funzionamento dell’ascensore dell’edificio, attualmente inutilizzabile. Il guasto limita l’accesso alle persone con disabilità motorie e, secondo il gruppo, incide anche sulla possibilità di partecipare in presenza alle sedute dell’assemblea cittadina.

La partecipazione da remoto

La situazione sarebbe emersa già in occasione della prima seduta consiliare, quando un’assessora, impossibilitata a raggiungere la sala, aveva dovuto prendere parte ai lavori attraverso il collegamento a distanza. Lo stesso scenario si è ripetuto durante la seduta del 3 novembre 2026: l’amministratrice ha seguito nuovamente il Consiglio da remoto, mentre l’intervento di manutenzione sull’impianto, inizialmente previsto per la fine della settimana precedente, è stato rinviato a quella successiva.

Per la Lista Civica QUI, il problema si protrae quindi da settimane e assume un rilievo particolare in occasione di una seduta dedicata al bilancio di previsione, definito dal gruppo leggermente prematuro. Il collegamento in streaming viene considerato uno strumento utile, ma non sufficiente a sostituire la partecipazione fisica alle riunioni istituzionali. La contestazione riguarda soprattutto la necessità di garantire pari condizioni di accesso agli spazi pubblici.

Il richiamo alla giurisprudenza

Nel documento viene richiamato il principio dell’accessibilità universale, riferito non soltanto agli uffici comunali, ma anche alla possibilità per i cittadini di assistere e partecipare alla vita istituzionale della città. A sostegno della propria posizione, la lista cita la sentenza della Cassazione n. 3691 del 2020, relativa a un caso verificatosi nel Comune di San Paolo di Jesi. In quella vicenda, secondo quanto riportato nel comunicato, era stato riconosciuto l’obbligo di risarcire il danno per la mancata garanzia di accesso alle persone con disabilità ad alcuni uffici comunali, compresa la sala consiliare.

Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione di adottare ogni iniziativa necessaria per risolvere il guasto e organizzare le prossime sedute in spazi pienamente accessibili. Secondo la Lista Civica QUI, in attesa della riparazione sarebbe stato possibile posticipare la riapertura della sala consiliare oppure individuare un ambiente alternativo, adeguato e fruibile da tutti.

La richiesta conclusiva è di calendarizzare le prossime riunioni garantendo il diritto alla partecipazione sia in presenza sia attraverso gli strumenti di collegamento a distanza. Per il gruppo, lo streaming dovrebbe restare un servizio aggiuntivo e non trasformarsi nella soluzione sostitutiva a una barriera architettonica temporanea. Il comunicato chiede quindi che l’accessibilità venga considerata una condizione essenziale per lo svolgimento delle attività consiliari.