Le strategie per affrontare le fragilità legate all’età e il collegamento tra ospedale e servizi territoriali sono stati al centro di una visita tecnica all’ospedale Cardinal Massaia di Asti. La struttura ha ospitato un confronto tra i vertici dell’Asl AT e una delegazione cinese della testata scientifica Forward Forum, conosciuta anche come Qianjin Forum.
L’incontro è stato organizzato su iniziativa del consulente del lavoro Vincenzo Bonasera e della consulente istituzionale Meiling Chang. Alla visita hanno partecipato il sindaco di Asti Maurizio Rasero, dirigenti sanitari e primari dell’azienda. La delegazione era composta da Lu Wang, consigliere del Comitato editoriale della rivista, dai componenti Yang Zhao e Feng Xiong, dalla ricercatrice speciale Hongmei Liu e dalla redattrice Zhanying Xu. Il gruppo era arrivato nell’Astigiano dopo aver visitato centri di ricerca e ospedali lombardi.
Il raccordo tra ospedale e territorio
A illustrare l’organizzazione dei servizi piemontesi e astigiani è stato il direttore generale dell’Asl AT, Giovanni Gorgoni, che ha risposto alle domande sui rapporti tra ospedale, poliambulatori e amministrazioni comunali. Il confronto si è concentrato sulle politiche di invecchiamento attivo e sulla prevenzione, con riferimento al programma locale Communit-Action.
Il progetto comprende palestre della memoria, gruppi di cammino, percorsi di educaring, attività fisica adattata e una rete di ambulatori infermieristici di comunità. Le iniziative sono collegate all’esperienza scientifica del Forum LONGEV-Italia e ai servizi di assistenza domiciliare. L’impostazione illustrata agli ospiti considera la longevità come una condizione da accompagnare attraverso la prevenzione, la presenza dei servizi e il coinvolgimento delle comunità.
I percorsi clinici e la riabilitazione
La parte ospedaliera del confronto ha riguardato i percorsi dedicati alle patologie degenerative e ai traumi. Il direttore dell’Ortopedia e Traumatologia, Federico Dettoni, ha descritto il trattamento dei traumi acuti e gli interventi programmati di protesi all’anca e al ginocchio, sottolineando il ruolo della collaborazione con i reparti internistici e riabilitativi.
La direttrice della Geriatria, Laura Norelli, ha quindi presentato il programma di Ortogeriatria, rivolto ai pazienti con più di 75 anni che, dopo una frattura del femore, devono essere assistiti anche per la presenza di patologie croniche e condizioni cliniche complesse. Ortopedici e geriatri lavorano insieme per stabilizzare il paziente prima dell’intervento e controllare le possibili complicanze nella fase successiva.
La responsabile della Medicina Fisica e Riabilitazione, Giovanna Lombardi, ha illustrato il passaggio dalla degenza al rientro a domicilio. Il percorso coinvolge fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali e infermieri. In chiusura, la direttrice delle Professioni Sanitarie, Katia Moffa, ha indicato come obiettivo il recupero del maggior livello possibile di autonomia e autosufficienza, favorendo il ritorno della persona alle proprie abitudini e alla vita familiare e sociale.