Mobilitazione civile

Ad Asti la protesta contro Teva invita a scegliere farmaci alternativi

BDS Italia e Sanitari per Gaza chiedono a medici e farmacisti di valutare opzioni diverse senza compromettere le terapie

Ad Asti la protesta contro Teva invita a scegliere farmaci alternativi

Ad Asti è stata presentata una campagna di boicottaggio contro Teva, multinazionale farmaceutica israeliana specializzata soprattutto nella produzione di medicinali generici. L’iniziativa, promossa da BDS Italia insieme a Sanitari per Gaza e sostenuta da realtà della società civile astigiana tra cui Coordinamento Asti Est e Welcoming Asti, invita le persone a chiedere, quando possibile, un equivalente di un’altra marca.

La presentazione si è svolta in piazza Libertà, durante il mercato, con la distribuzione di volantini e interventi rivolti ai passanti. La campagna, denominata Teva? No grazie!, nasce nel contesto della guerra a Gaza e delle accuse rivolte dagli attivisti all’azienda per i suoi presunti rapporti con le politiche del governo israeliano e con l’apparato militare del Paese.

Le accuse degli attivisti

Luisa Rasero ha spiegato che l’iniziativa non sarebbe motivata dall’origine israeliana della società, ma dalle responsabilità che i promotori le attribuiscono. Secondo quanto riferito durante l’incontro, Teva avrebbe sostenuto iniziative rivolte a un battaglione dell’esercito israeliano, anche attraverso contributi economici e supporto psicologico ai militari.

Le contestazioni sono contenute nel dossier di BDS Italia, mentre sul proprio sito Teva si presenta come una multinazionale biofarmaceutica attiva nei medicinali generici e innovativi. Il tema della diffusione dei farmaci equivalenti è centrale nella mobilitazione: proprio perché possono essere presenti nelle terapie quotidiane di molte persone, i promotori ritengono che la scelta di una marca alternativa possa trasformarsi in una forma di pressione civile se praticata da un numero crescente di consumatori.

Gli organizzatori sostengono che la richiesta debba essere rivolta non solo ai cittadini, ma anche a farmacisti, medici e ordini professionali. L’obiettivo è favorire un confronto sulle alternative disponibili e sul comportamento delle aziende del settore sanitario. La campagna precisa tuttavia che nessuna terapia deve essere sospesa o modificata autonomamente: ogni eventuale sostituzione deve essere valutata con il medico o il farmacista, tenendo conto delle condizioni cliniche e della disponibilità di equivalenti appropriati.

Il confronto con i passanti

Durante la mattinata gli attivisti hanno raccontato di avere incontrato reazioni diverse. Alcune persone si sono mostrate indifferenti o infastidite, mentre altre hanno ringraziato per il volantino e si sono fermate ad ascoltare. Michele Clemente ha sottolineato che la campagna punta a coinvolgere anche chi non frequenta abitualmente associazioni o manifestazioni, partendo dalla possibilità di esercitare una scelta individuale nel momento dell’acquisto di un medicinale.

Samuele Gullino ha inserito la protesta in una riflessione più ampia sulla guerra a Gaza e sulla difficoltà, secondo la sua lettura, di mantenere l’attenzione pubblica davanti alla ripetizione delle immagini di distruzione e sofferenza. Gli organizzatori considerano il boicottaggio una delle iniziative possibili accanto ad altre battaglie sociali, dalla questione abitativa alle condizioni delle persone migranti.

Tra i passanti che hanno seguito la conferenza c’era anche Gerardo, arrivato insieme alla moglie e non come aderente alla campagna. L’uomo ha evidenziato quello che considera il contrasto tra la funzione curativa dei medicinali e le accuse di coinvolgimento dell’azienda nelle politiche israeliane. Le realtà promotrici intendono ora proseguire l’attività di informazione ad Asti, coinvolgendo la popolazione e gli operatori sanitari nel confronto sulle alternative ai prodotti Teva.