Aiuti transfrontalieri

Ad Asti un magazzino solidale per il presidio di Oulx

Indumenti, acqua e zaini saranno raccolti per sostenere chi affronta il passaggio montano verso la Francia

Ad Asti un magazzino solidale per il presidio di Oulx

Un nuovo punto di raccolta per sostenere l’assistenza alle persone migranti in transito lungo la rotta alpina nasce ad Asti, negli spazi del Circolo Nosenzo. Il magazzino solidale raccoglierà vestiti, materiali e generi di prima necessità destinati al presidio di Oulx, dove associazioni e volontari offrono supporto a chi tenta di raggiungere la Francia attraverso il confine montano.

L’iniziativa è stata presentata durante una conferenza stampa alla presenza di Paolo Odorizio, che ha illustrato la situazione al confine e le necessità della rete di assistenza. La chiusura del Rifugio Fraternità Massi, avvenuta il primo settembre, non ha fermato le attività: l’organizzazione di Sentieri Solidali, insieme ad altre realtà, continua a garantire distribuzione di beni, informazioni e sostegno alle persone in transito.

Il presidio di Oulx dopo la chiusura del rifugio

Il passaggio di Oulx è da anni una delle principali vie utilizzate da chi, dopo aver attraversato l’Italia, prova a proseguire verso la Francia e altri Paesi europei. Secondo quanto riferito durante l’incontro, l’afflusso non sarebbe diminuito dopo la chiusura della struttura. In alcune giornate si è arrivati a circa cento persone, mentre la stima complessiva è di 15 mila passaggi all’anno, con una media che può raggiungere trenta persone al giorno.

Il presidio si trova nell’area adiacente alla stazione ferroviaria ed è formato da quattro container riscaldati. È inoltre in allestimento una struttura più ampia, destinata ad accogliere durante il giorno circa cinquanta persone. La Croce Rossa assicura l’accoglienza notturna in un campo aperto dalle 20.30 alle 8, mentre nelle ore diurne i volontari distribuiscono cibo, acqua e abbigliamento.

Alla rete partecipano Sentieri Solidali, la Diaconia Valdese, impegnata nel supporto legale e nelle informazioni sui diritti, e Passi Solidali, che mette a disposizione medici per l’assistenza sanitaria. I volontari coinvolti sono circa 250, ma per garantire una copertura continua servono da dieci a quindici persone per turno. Il sistema coinvolge anche gruppi di studenti e persone provenienti da diverse regioni italiane.

Cosa si può donare ad Asti

Il magazzino del Circolo Nosenzo sarà aperto al pubblico ogni giovedì dalle 17 alle 19, a partire dalla prossima settimana. I volontari registreranno i materiali ricevuti e quelli destinati a Oulx. Tra le richieste principali ci sono giacche pesanti da uomo o unisex, guanti, berretti, cinture, calze pesanti e maglioni in pile, ritenuti più pratici di quelli di lana per affrontare il cammino.

Servono anche zainetti, utili a trasportare gli effetti personali, e bottiglie di plastica vuote e non schiacciate, da utilizzare per avere una riserva d’acqua durante il percorso. Al momento il presidio dispone invece di una fornitura sufficiente di scarpe. È possibile contribuire anche con generi alimentari, concordando in anticipo la consegna con i volontari e tenendo conto delle abitudini alimentari delle persone accolte.

Una parte dell’attività consiste nell’informare sui rischi del viaggio. Il tratto da percorrere è lungo circa 15 chilometri e attraversa piste da sci e sentieri di montagna. Le condizioni possono essere particolarmente difficili per chi arriva dopo viaggi molto lunghi e spesso senza un equipaggiamento adeguato. I materiali vengono inoltre condivisi con le realtà solidali francesi, che possono recuperarli e riutilizzarli sul versante opposto.

La rete punta infine a coinvolgere nuovi volontari. Non è necessario essere iscritti a un’associazione: è sufficiente partecipare a un corso gratuito di circa due ore, organizzato ogni mese al Centro Studi Sereno Regis di Torino. Il prossimo appuntamento è fissato per il 9 novembre e affronterà, tra gli altri, i temi della privacy e delle modalità corrette di relazione con le persone migranti. Dopo la formazione, ciascuno potrà comunicare la propria disponibilità senza un obbligo minimo di presenza.