Oltre 150 mila porzioni sono state servite durante il Festival delle Sagre 2026, che ad Asti ha registrato il miglior risultato del periodo successivo alla pandemia. Le Pro loco hanno accolto migliaia di visitatori provenienti dal Piemonte, da altre regioni italiane e dall’estero, proponendo piatti della cucina tradizionale.
Il villaggio delle Pro loco ha animato le vie e gli spazi del centro cittadino, mentre la sfilata storica ha richiamato il pubblico lungo il percorso e nelle tribune di piazza Alfieri. Famiglie, giovani, gruppi di amici e turisti hanno partecipato a una manifestazione che, oltre all’aspetto gastronomico, rappresenta uno degli appuntamenti più rilevanti del settembre astigiano.
Il bilancio dell’edizione
La manifestazione si è svolta in contemporanea con la Douja d’Or, ospitata nei palazzi storici e nelle principali piazze cittadine. Cibo, vino, storia e memoria locale hanno caratterizzato un programma dedicato alle tradizioni del territorio. Il sindaco Maurizio Rasero ha definito Sagre e Palio due tra i momenti più importanti dell’anno per la città, sottolineando la capacità dell’iniziativa di unire partecipazione e accoglienza.
L’assessore alle Manifestazioni Riccardo Origlia ha attribuito il risultato al lavoro delle Pro loco e dei loro volontari. Le oltre 150 mila porzioni, in crescita rispetto all’edizione precedente, sono state indicate come il dato migliore dell’era post-Covid. Resta invece ancora da definire il bilancio della Cantina delle Sagre: il numero delle consumazioni sarà comunicato nei prossimi giorni.
I premi alle Pro loco
Il Supertrofeo Giovanni Borello, premio Fondazione Cassa di Risparmio di Asti da 1.500 euro, è stato assegnato ad Antignano. La Pro loco ha ottenuto anche il riconoscimento per la migliore proposta gastronomica complessiva e quello per il miglior primo piatto, i tajarin con mais 8 file al sugo di salsiccia.
Il Trofeo Salva Garipoli, premio Unione Industriale di Asti da 1.000 euro, è andato a Sessant. Il Trofeo Ermanno Briola, assegnato da Confcooperative di Asti e dello stesso valore, è stato attribuito a Cantarana. Per la sfilata storica, il Trofeo Ferruccio Lovisone di Confartigianato Asti è stato vinto da San Marzanotto, mentre il premio per la migliore casetta è stato assegnato a Nizza Monferrato e Antignano.
Tra gli altri riconoscimenti gastronomici, Nizza Monferrato ha ottenuto il premio per il miglior piatto unico con la belecauda. Revignano ha vinto quello per il miglior antipasto con la soma d’aj bianca con uva, Villanova d’Asti il premio per il miglior secondo con il bollito misto con salse e Casabianca quello per il miglior dolce con il salame dolce. A Sessant sono andati il riconoscimento per il miglior rapporto prezzo-qualità-quantità e una menzione speciale dell’Accademia Italiana della Cucina; Casabianca ha ricevuto il premio per l’accuratezza del servizio.
Per la sfilata, il Premio Speciale UNPLI è stato assegnato a Valenzani, per la rappresentazione del trasloco del mezzadro, e a Villanova, per la ricostruzione del mercato contadino. Castell’Alfero ha ricevuto il premio dell’Agenzia di Formazione Professionale Colline Astigiane e della Scuola Alberghiera per la trippa in umido. Una menzione speciale della Commissione Gastronomica è andata infine alla Pro loco di Portacomaro Stazione, per la qualità delle proposte e l’attenzione all’inclusività.