Costi domestici

Bollette, ad Asti la spesa può salire del 46,2% in autunno

Tra settembre e dicembre 2026 una famiglia tipo potrebbe destinare 1.539 euro a luce e gas: è il dato più alto del Piemonte.

Bollette, ad Asti la spesa può salire del 46,2% in autunno

Per le famiglie della provincia di Asti l’arrivo della stagione fredda potrebbe tradursi in un forte aumento della spesa per le forniture energetiche. Tra settembre e dicembre 2026, una famiglia tipo residente nel territorio dovrebbe mettere a budget circa 1.539 euro complessivi per luce e gas, con una crescita del 46,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le dinamiche dei mercati all’ingrosso

La stima emerge da un’elaborazione di Facile.it basata sui dati di mercato e sui contratti del mercato libero a prezzo indicizzato. Secondo l’analisi, l’incremento è legato all’andamento dei parametri all’ingrosso e alle tensioni internazionali, che continuano a influenzare il costo delle forniture energetiche.

Nel quadrimestre preso in esame, il Pun, il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica, registra un aumento dell’84% rispetto all’anno precedente. Per il gas naturale, invece, il Psv segna una crescita del 135% rispetto ai valori del 2025. Si tratta dei principali indicatori utilizzati per determinare l’andamento delle offerte indicizzate.

Il confronto con le altre province

Il territorio astigiano risulta quello maggiormente esposto tra le province piemontesi considerate, ma l’aumento riguarda l’intera regione. A Novara la spesa stimata raggiunge 1.296 euro, con un incremento del 44,8%, mentre a Biella si attesta a 1.272 euro, in crescita del 44,9%. A Cuneo la previsione è di 1.257 euro, sempre con un aumento del 44,9%.

Seguono Vercelli, con una spesa prevista di 1.238 euro e un rialzo del 44,7%, e Alessandria, dove il costo complessivo dovrebbe arrivare a 1.232 euro, con la stessa percentuale di crescita. Nel Verbano-Cusio-Ossola la stima è di 1.127 euro, pari a un aumento del 44,2% rispetto all’anno precedente.

La provincia con la previsione più contenuta è quella di Torino. Nel capoluogo piemontese una famiglia tipo dovrebbe sostenere una spesa di circa 981 euro, comunque in aumento del 43%. Il divario con Asti supera così 550 euro nello stesso periodo di riferimento.

Alla luce delle proiezioni, gli analisti invitano i consumatori a verificare per tempo le condizioni del proprio contratto e a confrontare le alternative disponibili. Tra le possibilità indicate c’è il passaggio a una tariffa a prezzo fisso, che potrebbe offrire maggiore stabilità nel caso di nuovi rincari, anche se l’andamento futuro delle offerte resta legato alle dinamiche dei mercati energetici.