La situazione degli istituti penitenziari piemontesi resta sotto pressione. Secondo il report mensile elaborato da Ottorighe sui dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia, a settembre 2026 la struttura di Asti registrava un tasso di affollamento del 139,3%, calcolato sui posti effettivamente disponibili.
Il dato colloca il carcere astigiano tra quelli maggiormente in difficoltà a livello regionale. L’emergenza non riguarda però una singola struttura: sette istituti su tredici superano la capienza reale. Asti è preceduta da Vercelli, al 167,6%, Verbania al 152,8%, Biella al 152,4%, Ivrea al 145,6% e Torino Le Vallette al 143,4%. Segue la casa circondariale di Alessandria Cantiello e Gaeta, con il 112,9%.
La capienza effettiva
Il quadro complessivo è stato illustrato durante una seduta aperta del Consiglio regionale il 13 ottobre. In Piemonte risultano presenti 4.459 persone detenute, a fronte di 3.553 posti realmente utilizzabili. La capienza regolamentare sarebbe invece di 3.976 posti, ma 423 risultano inagibili o comunque non disponibili, pari al 10,6% del totale teorico.
Considerando i posti indicati sulla carta, il tasso di affollamento regionale è del 112%. Il calcolo basato sulla capienza effettiva porta però il dato al 125,5%, comunque inferiore alla media nazionale del 142,8%. Le differenze tra gli istituti sono marcate. Ad Alessandria San Michele, dei 269 posti regolamentari ne risultano agibili soltanto 53, mentre ad Alba Montalto sono utilizzabili 48 posti sui 138 previsti.
Sotto la capienza reale figurano soltanto Cuneo, Fossano, Alba, Saluzzo, Novara e Alessandria San Michele. A Torino Le Vallette si contano invece 1.575 presenze su 1.098 posti agibili, con 119 detenuti in più rispetto al settembre 2025.
Le carenze negli organici
Alla saturazione degli spazi si somma la difficoltà legata al personale. Negli istituti piemontesi lavorano 2.307 agenti di Polizia Penitenziaria, rispetto ai 2.928 previsti: la scopertura raggiunge il 21%, contro una media nazionale del 15,9%. Il divario più elevato è registrato a Fossano, con il 25%, mentre a Torino risultano in servizio 692 agenti sui 901 previsti, con una carenza del 23%.
Anche il personale civile, che comprende educatori e figure amministrative, presenta una scopertura significativa: la media regionale è del 24%, con il picco del 75% ad Alessandria Cantiello e Gaeta. Negli istituti piemontesi opera mediamente un educatore ogni 69 detenuti e un funzionario amministrativo ogni 22. A Torino il rapporto tra educatori e presenze scende a uno ogni 88 detenuti.
Dal punto di vista giudiziario, l’81,4% delle persone recluse in Piemonte sta scontando una condanna definitiva. L’11,7% è invece in attesa del primo giudizio, una quota inferiore al dato nazionale del 15,3%. L’attività di vigilanza fa capo a cinque Uffici di Sorveglianza: Torino segue 1.898 persone, pari al 43% del carico complessivo, Vercelli 1.212, Cuneo 864, Alessandria 298 e Novara 187.