Il nubifragio del 9 settembre ha riportato l’attenzione sulla capacità di Asti di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi. Mentre la città valuta gli effetti dell’ultimo episodio di forte instabilità, i consiglieri di opposizione hanno presentato un ordine del giorno per trasformare le informazioni raccolte dopo ogni emergenza in uno strumento utile alla prevenzione.
Il documento, intitolato Eventi meteorologici estremi: un Atlante dei punti fragili di Asti per passare dall’emergenza alla prevenzione, è stato sottoscritto da Mario Malandrone, Vittoria Briccarello, Mauro Bosia, Gianfranco Miroglio, Michele Miravalle, Valter Saracco, Paolo Crivelli, Massimo Cerruti, Maria Ferlisi, Luciano Sutera e Donato Pafundi. La proposta parte dalla considerazione che il cambiamento climatico stia modificando le caratteristiche del clima, rendendo in molte aree più frequenti e intensi temporali violenti, precipitazioni abbondanti, grandinate e raffiche di vento.
Un archivio delle vulnerabilità
Secondo i proponenti, anche l’Astigiano non è estraneo a questa evoluzione. Negli ultimi mesi si sono alternati periodi di caldo intenso e improvvisi fenomeni temporaleschi, fino all’episodio del 9 settembre. Gli eventi già verificatisi, pur diversi per intensità e caratteristiche, potrebbero diventare una base di dati per individuare le aree più esposte e migliorare la risposta dell’amministrazione.
Asti dispone già di strumenti di pianificazione e conoscenza, dal PAESC al PAI, dal PRGC al Piano comunale di Protezione civile. L’opposizione propone però di affiancare a questi strumenti un sistema operativo e aggiornabile, capace di indicare con maggiore precisione dove si concentrano le criticità. L’Atlante non dovrebbe sostituire le mappe esistenti, ma collegare le informazioni disponibili e aggiornarle dopo ogni evento significativo.
L’obiettivo è fornire elementi utili per programmare la manutenzione, definire le priorità, orientare le opere pubbliche e intervenire prima che una situazione di rischio si trasformi in emergenza.
La mappatura dei punti esposti
L’ordine del giorno chiede alla Giunta di promuovere la realizzazione dell’Atlante e di georeferenziare le zone maggiormente interessate o potenzialmente vulnerabili. Tra gli elementi da censire figurano allagamenti e problemi di drenaggio, ruscellamenti superficiali, rii, fossi e corsi d’acqua, oltre a sottopassi e tratti di viabilità esposti.
La ricognizione dovrebbe comprendere anche i rischi legati a forti raffiche e fenomeni di downburst, la caduta di alberi e rami, il dissesto e l’instabilità dei versanti, le ondate di calore e le isole di calore urbane. Nel registro troverebbero posto anche i danni o le interruzioni di infrastrutture e servizi essenziali.
La proposta prevede inoltre uno storico georeferenziato degli eventi estremi verificatisi nel territorio comunale. Per ciascun episodio dovrebbero essere indicati il luogo, il fenomeno, le criticità riscontrate, i danni e gli interventi effettuati. In questo modo ogni nuovo temporale potrebbe aggiungere dati e rendere più precisa la conoscenza delle vulnerabilità.
Acqua piovana e partecipazione
Un capitolo specifico riguarda la gestione delle precipitazioni. Per i consiglieri non basta potenziare la rete di smaltimento: occorre valutare soluzioni in grado di trattenere, infiltrare, laminare e riutilizzare l’acqua piovana. Tra le ipotesi vengono citati sistemi di raccolta e accumulo, vasche di laminazione, superfici permeabili e drenanti, aree verdi per la raccolta temporanea, rain garden e sistemi di infiltrazione naturale.
Il recupero dell’acqua potrebbe essere valutato per l’irrigazione del verde pubblico e per altri usi compatibili. La stessa impostazione dovrebbe essere applicata, quando tecnicamente ed economicamente sostenibile, alle nuove opere pubbliche e agli interventi di riqualificazione urbana.
L’Atlante potrebbe infine diventare una mappa digitale aggiornata nel tempo, aperta anche alle segnalazioni dei cittadini. Per la sua costruzione l’opposizione propone il coinvolgimento degli uffici comunali, della Protezione civile, di ARPA Piemonte, della Regione Piemonte, di AIPo e degli altri soggetti istituzionali interessati, verificando la possibilità di integrare i dati già disponibili.
In caso di approvazione, Sindaco e Giunta dovrebbero riferire alla commissione consiliare competente e al Consiglio comunale entro sei mesi, illustrando lo stato di attuazione, i dati raccolti e le prime criticità individuate. La proposta punta così a spostare l’attenzione dalla sola gestione dell’emergenza alla conoscenza dei luoghi in cui intervenire prima.